Expo 2015: sul cantiere investono anche Silvio Berlusconi e la ‘ndrangheta



Il ragionamento fatto sulle dichiarazioni di Lucio Stanca, Amministratore Delegato di Expo 2015 convinto che l’esposizione universale italiana sarà visitata da 20 milioni di persone, ha aperto su questo blog uno spazio all’evento per il quale a Milano si sta lavorando. Ogni settimana pubblicheremo un diario di quanto attorno all’Expo 2015 sta accadendo.

A livello locale e nazionale. Pochi giorni dopo la conferenza stampa durante la quale Rocco Carlomagno si è contraddistinto per la sua pazzia, Silvio Berlusconi ha fatto sapere che sull’Expo 2015 investirà in prima persona. Al Giornale ha infatti dichiarato:

“Investirò io stesso in un progetto. Ho fatto i complimenti per tutto il lavoro svolto finora, e per la sede scelta a Milano che da milanese posso giudicare: è straordinariamente collegata con i trasporti, permetterà lo sviluppo verso il nord di Milano, e rimarrà punto di attrazione anche dopo l’Expo".

Il Presidente del Consiglio oltre a parlare del proprio lavoro come imprenditore, dimenticandosi probabilmente del ruolo pubblico che ricopre, non ha accennato alla presunta presenza dei gruppi malavitosi nelle gare di appalti oggetto di un ragionamento fatto da Gianni Barbacetto per il blog di Beppe Grillo.

Scrive il giornalista sul sito del comico genovese:

“C’è in corso il fatto che le famiglie della 'ndrangheta calabrese già insediate saldamente al nord, stanno puntando a avere rapporti con la politica per riuscire a avere una fetta degli affari dell’Expo, la 'ndrangheta ha fatto negli ultimi anni un salto di qualità, ormai non è soltanto il monopolio del movimento terra nei canteri di Milano, dell’hinterland e della Lombardia, è riuscita ad avere anche appalti pubblici, l’hanno dimostrato alcune indagini sulla quarta corsia dell’autostrada Milano – Brescia e indagini sulla TAV, la 'ndrangheta è riuscita a mettere le mani anche su alcuni appalti pubblici, l’Expo è la prossima frontiera dei gruppi di ‘ndrangheta qui al nord”.

O il problema non esiste o non è grave che tali circostanzi si possano presentare. In entrambi i casi che qualcuno, con delle responsabilità, pubbliche ci informi su come stanno realmente le cose per evitare il balletto sul presunto numero dei visitatori.

Sull’Expo, nel frattempo, è uscito un pezzo (che vi riportiamo di seguito) scritto dai Vallanzaska in collaborazione con il criminale omonimo (uscito dal carcere proprio nelle scorse settimane) che per l’occasione ha collaborato con loro ai testi.

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