L’Expo 2015 è sempre meno lombarda, arrivano da Roma i nuovi dirigenti



Anche per l’Expo vale quel banale principio fisico di azione e reazione. Chi era convinto, fino ad oggi, che il cantiere avrebbe inglobato solo la criminalità organizzata pronta a far crescere il proprio profitto nel capoluogo lombardo dovrà ricredersi.

L’Expo 2015, per volontà dell’Amministratore Delegato Lucio Stanca, si aprirà fino a toccare spazi che con Milano hanno poco a che fare. Nell’ultima settimana la città lombarda, grazie al Sindaco Letizia Moratti e al Governatore in carica Roberto Formigoni, oltre ad aver stabilito con la Slovenia una collaborazione si è aperta anche alla capitale.

Da Roma arrivano infatti una serie di nuovi dirigenti chiamati per lavorare sul cantiere. Da Roma arrivano infatti una serie di nuovi dirigenti chiamati per lavorare sul cantiere. Roberto Arditti, ex direttore del Tempo nonché collaboratore storico di Bruno Vespa, prende il posto di Andrea Radic. L’ex portavoce di Roberto Formigoni sempre per l’Expo si occuperà di giovani e di sport.

Sempre dalla capitale arriva Alessandra Borghese. Secondo quanto riportato dal Giornale la cattolicissima giornalista, voluta evidentemente a Milano dal clan di Comunione e Liberazione si occuperà dei rapporti con le istituzioni e della progettazione culturale dell’evento.

Stesso budget ma con un management più ricco di menti sottintende solo un’unica considerazione. Per le opere, quelle vere, ci saranno sempre meno soldi. Quelli che rimarranno non saranno utilizzati probabilmente per Milano. A pochi giorni dalla quasi certa vittoria di Luca Zaia in Veneto l’esponente leghista ha firmato, in qualità di Ministro dell’Agricoltura, un accordo con chi sta occupando dell’Expo.

L’esponente leghista potrebbe beneficiare del progetto una volta diventato governatore proponendo, come ha già fatto il premier della Slovenia, un pacchetto di politiche per valorizzare il proprio territorio. Oltre che quello lombardo.

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