Il Bosco Verticale di Milano è stato inaugurato

Due torri di 112 e 80 metri , 800 alberi, 21mila piante e il 50% degli appartamenti già venduti.

Dopo tante difficoltà, il Bosco Verticale di Milano è concluso. Uno dei più ambiziosi progetti del Quartiere Porta Nuova che sta ridisegnando Milano laddove c'erano un tempo le Varesine è stato portato a termine. Di fronte al grattacielo Unicredit, il Bosco Verticale è l'ultimo avamposto del nuovo quartiere ipermoderno prima che cominci la parte storica del quartiere Isola. Il progetto di Stefano Boeri è stato portato a termine dopo anni di lavori, stop e ritardi assortiti.

Adesso i milanesi possono iniziare a dividersi, in tanti lo considerano semplicemente brutto, altri non capiscono che senso abbia portare alberi da tre a nove metri sui balconi di un grattacielo, altri pensano che sia una grande utopia destinata al fallimento; ma intanto qualche soddisfazione inizia a giungere: il Museo di Architettura di Francoforte l'ha classificato tra i cinque grattacieli più belli del mondo. Ancora più importante, il 50% dei 113 appartamenti sono stati venduti, dieci famiglie già ci vivono e la Bbc sta per girare un documentario sul Bosco Verticale (non male come pubblicità).

Ma quali sono i "meriti" di questo grattacielo? L'Espresso, che fin dall'inizio ha sostenuto il progetto, scrive:

In molti, dalla vox populi al sistema dei media, avevano profetizzato sventure sul Bosco Verticale: utopico, scomodo, costoso, pieno di rischi con quei quasi 800 alberi e quelle 19 mila essenze vegetali che circondano i due edifici, balcone per balcone, come un ecosistema sperimentale. Come si potrà vivere in un edificio così azzardato? La vita, si ammoniva, non è un esperimento botanico. “L'Espresso” - forse i lettori ricorderanno – era stato tra i pochi a non unirsi al coro mortifero. (...) Il Bosco Verticale è tra i cinque finalisti del Highrise Award 2014, che il 19 novembre a Francoforte premierà il più innovativo grattacielo dell'anno nel mondo. Le due torri di 112 e 80 metri hanno ottenuto il Leed Gold, il più alto grado di certificazione energetica. Persino il severo paesaggista francese Gilles Clément, guru internazionale di inizio secolo, ha espresso, dopo una visita nei giorni scorsi, un giudizio positivo. (...) Milano fa notizia per il quartiere Garibaldi-Repubblica. Tutta l'area intorno alla torre Unicredit, dove manca soltanto il parco disegnato dalla olandese Petra Blaisse, e che sarà pronto alla fine dell'anno prossimo, è ormai diventata un set per campagne pubblicitarie, videoclip e cinema. Proprio accanto al Bosco si sono insediati, nell'edificio vetrato disegnato dall'americano William Mc Donough, Google Italia e Pandora.

Tutti contenti, quindi. Per un quartiere ambizioso fino ai limiti dell'assurdo in un periodo di crisi (ma era stato pensato in tempi pre-crisi), che fa parlare tantissimo e che porta Milano in una dimensione internazionale. Un nuovo parco che entro breve colorerà il cuore della città, qualche opera minore di riqualificazione come quella che interessa il cavalcavia Bussa e grattaceli avveniristici che cambiano lo skyline della città. Che in tutto questo ci abbia rimesso lo storico quartiere Isola (che ha dovuto rinunciare a una miriade di locali caratteristici e non solo) non sembra interessare più a nessuno. Evidentemente, qualche vittima non poteva mancare.

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