Regionali 2010 Lombardia: diario di uno scrutatore



Di queste elezioni regionali 2010 in Lombardia, avrei preferito raccontarvi di quella volta che uno mi è uscito dalla cabina elettorale con la scheda in bocca, o di quando abbiamo scoperto che un vicepresidente aveva fatto votare tutti gli under 25 e abbiamo dovuto far tornare i conti (che poi non sono tornati), ma questa volta nella sezione in cui ho "scrutato il voto" non è successo nulla. Nulla: una mezza delusione.

Insomma, più che anziani e rimbambiti s'è vista poca cosa. A parte una signora armadio che si trascinava dietro un olezzo insopportabile e un'altra che russava davanti a me mentre le registravo il numero di tessera, questa tre giorni ha offerto poco o nulla più che qualche nome in grado di strappare un Modesto sorriso (chiamereste mai vostro figlio Modesto?), e un Daniele Evaristo che sulla carta d'identità non era tale: era Daniele Ernesto, e per sbaglio e non si era fatto mai cambiare il nome.

Da segnalare?

Almeno una donna su tre si è presentata al banco degli uomini senza accorgersi che c'era scritto "uomini" in azzurro. Un generalizzato, "L'anno scorso era diverso". E una signora che giustamente infuriata per l'odore di fumo dentro una scuola, ha inveito contro di noi per qualche minuto prima di lasciarci sbuffando: "Già, forse sono incinta!" Forse, mi sa che il problema era quello.

Insomma, ha votato più o meno la metà degli aventi diritto, i giovani sono rimasti a casa, e neppure i pazzi si son visti. E nel vostro seggio com'è andata? Si è presentato qualche personaggio degno di tal nome?

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: