SMX Milan 2014: intervista a Sean Carlos

In vista del grande evento meneghino dedicato al social media & SEO marketing, due chiacchiere con il chairman dell'edizione 2014.

SMX Milan 2014 è il grande evento milanese dedicato al mondo del marketing e della comunicazione attraverso i social media e i motori di ricerca. Il 13 e 14 novembre, presso il MiCo - fieramilanocity, arriverà quindi in città uno degli appuntamenti di marketing più importanti ed attesi a livello internazionale. 2 giornate, oltre 60 speakers, 25 track sessions, un ricco programma di workshop di formazione e aggiornamento professionale condotti in contemporanea in 3 sessioni parallele. Tra le figure di punta che hanno confermato quest’anno la loro presenza a SMX Milano, sono da segnalare Ryan Wall, Ceo di Motivity Marketing, Shel Holtz - Chief Revenue Officer di Idea Evolver, Frank Fuchs, OSS Evengelist della Microsoft, Johannes Müller, Webmaster Trends Analyst, Google e altri ancora.

Noi abbiamo fatto due chiacchiere con Sean Carlos, fondatore della società di consulenza Antezeta Digital Marketing e chairman di SMX Milan 2014.

Prima domanda di introduzione, ci può raccontare che cos’è SMX Milan?

SMX Milan è l'evento internazionale di riferimento per il marketing e la comunicazione tramite i motori di ricerca ed i social media. L'edizione italiana, al suo secondo anno, vanta più di 25 sessioni, con circa 50 relatori provenienti dall’Europa e dal Nord America.

Il social media marketing si è ormai affermato e non c’è azienda che non ne faccia uso. Quali pensa che possano essere le prossime frontiere in questo campo?

Poter disporre dei social media come canali di comunicazione rappresenta un fenomeno piuttosto recente. Se è vero che molte aziende stanno sperimentando le loro potenzialità, e con successo, è altrettanto indiscutibile che molte di esse indugiano ancora nella fase di valutazione. Per le aziende, la possibilità di far arrivare, direttamente ed indirettamente, messaggi a tutte queste persone "sociali" è davvero allettante. Al tempo stesso il nuovo "dialogo" diretto con i propri clienti e il fatto che costoro possano parlare prontamente fra loro senza intermediari come mai hanno fatto prima, sgretola le vecchie certezze.

Le prime sperimentazioni hanno palesato che un utilizzo proficuo dei social media richiede una valutazione del ruolo dei social media in tutti i processi aziendali impattati, dalle risorse umane al reparto legale. È necessario aggiornare i dipendenti in base ai loro ruoli e alle loro mansioni. E, come se la sfida di integrare i social nelle aziende non bastasse, ci troviamo davanti a net company che continuano a sviluppare i loro prodotti in tempi mai visti precedentemente. Le evoluzioni recenti e a breve sono dettate da due esigenze principali: tenere i propri utenti sempre attivi (e fedeli) e generare cassa.

SMX offre una ricca serie di sessioni pensate ad hoc per aiutare le aziende a navigare e orientarsi in questo panorama così dinamico. Cominciamo il convegno puntando sulle nozioni di base, i social media fundamentals, calibrate proprio per coloro che stanno muovendo i primi passi in questo ambito. Proseguiamo quindi con sessioni più tattiche su Facebook e Twitter, YouTube, le immagini, gli attrezzi per gestire i social e concludiamo con le social media analytics. Per i marketing manager abbiamo anche una sessione sulla allocazione degli investimenti attraverso i diversi canali digitali in base alle aspettative a breve, medio e lungo termine.

L’eccesso di click-baiting da parte di alcuni social media manager ha causato un fenomeno contrapposto, il “click-bait = defollow”. In pratica, se una pagina Facebook o Twitter esagera, l’utente reagisce togliendo il like o il follow. Quali possono essere le strategie per far interagire l’utente senza infastidirlo?

In questa fase di apprendimento le aziende stanno scoprendo che la comunicazione "chiassosa" del passato non può più funzionare, gli utenti non solo "cambiano canale", ma lo dicono pure a voce alta a tutti loro amici come mai hanno fatto prima. La soluzione consiste nell’assicurare anzitutto che i contenuti diffusi sui social media incontrino il favore del pubblico target. I benefici per il lettore sono chiari? Vengono percepiti dal pubblico target davvero come benefici? Siamo sicuri? La gerarchia dei bisogni stilata da Maslow negli anni 40 rappresenta un buon punto di partenza nel caso vi fossero dubbi. È sempre utile ricordare che generalmente noi non siamo il nostro target.
Poi, i tempi del classico specchietto per le allodole sono passati. I contenuti offerti devono per forza rispondere alle promesse già formulate nei titoli degli stessi contenuti. Gli utenti dispongono di un megafono enorme per esprimere il loro disprezzo se si sentono traditi e/o ingannati.

Altre critiche che si sentono spesso riguardo il mondo del social media marketing, soprattutto nel campo dell’informazione online, è che l’utilizzo eccessivo di lanci troppo forti, ma con i quali si rimanda a contenuti deboli, possa essere penalizzante sul lungo termine, generando una sorta di assuefazione nell’utente. Cosa ne pensa?

Quando l'obiettivo consiste nel costruire e nutrire una comunità che durerà nel tempo, sono assolutamente d'accordo. Di sicuro ci sono anche alcuni casi in cui l'esigenza è più quella di fare molto rumore, subito e a tutti i costi, per avere risultati nel breve periodo senza preoccuparsi dell'impatto a medio e lungo termine.

Da tempo si dice che il SEO è morto. In verità si assiste alla proliferazione di siti di news (e non solo) che offrono contenuti di bassa qualità, ma che ottengono un ottimo piazzamento in SERP grazie all’utilizzo “spregiudicato” delle keywords. Potrebbe essere questo fenomeno a causare, in futuro, la morte del SEO?

Gli unici a dire che il "SEO è morto" o meglio, "[tattica di marketing a piacere] è morto" sono coloro che lo fanno per attirare l’attenzione ed essere sotto i riflettori. Poi, noi professionisti appassionati del nostro lavoro tendiamo a cadere nella trappola che ci viene tesa contribuendo a dare una visibilità non meritata. I social media sono un’ottima fonte di traffico per molti siti web (la tua vera casa in rete!), ma i motori di ricerca rimangono il punto di partenza quando una persona sta cercando una soluzione a un problema o bisogno - il momento perfetto per proporre la nostra soluzione. C'è e ci sarà una continua tensione fra noi che desideriamo un'ottima visibilità nei motori di ricerca per i nostri prodotti e/o servizi e i motori di ricerca che vogliono privilegiare i risultati giudicanti più vincenti per e dagli utenti. Niente di nuovo, 15 anni fa si studiava la densità di parole chiave nelle pagine…. La differenza oggi è che i motori di ricerca sono molto più sofisticati nell’utilizzo di tanti indizi, i clic degli utenti per citarne solo uno, per arrivare alle loro classifiche di risultati. Durante SMX ci saranno molte persone di Google e Bing a disposizione durante le pause caffè per rispondere ad eventuali domande sui loro approcci "anti-spam".

Il mondo di internet è uno dei più targettizzabili in assoluto. Eppure le strategie per conquistare like o follow alle pagine - soprattutto quelle più importanti - puntano spesso sulla massa indifferenziata di utenti. Qual è la ragione secondo lei?

Come dato pubblico, il conteggio su quanto "ci vogliono bene" (like, follower, cerchiato, etc) è molto in evidenza ed inevitabilmente diventa il primo key point of interest per tanti. Certo è necessario avere dei "fan" per poter diffondere messaggi ma solo a patto che si tratti di fan che siano persone vere e davvero qualificate per le nostre offerte. È proprio lì che nasce il problema: non è mai chiaro quanti "fan" sono falsi di autore o completamente fuori target. C'è una forte pressione psicologica allo scopo di far crescere il numero dei fan, "le persone che ci vogliono bene", a tutti i costi. Con più esperienza sui social media, le aziende diventano più sicure di sé e resistono di più alla tentazione di comprare qualche “chilo” di fan. È un normale processo di maturazione. Presso SMX abbiamo una sessione dedicata alle misure utili a capire il valore degli investimenti sui social.

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