Milano da leggere: "Milano Fantasma" di Michele Mari e Velasco Vitali

Milano da leggere/1: Milano Fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali

Inauguriamo oggi una nuova rubrica settimanale dedicata alla Milano da Leggere: vale a dire a quelle controfigure di carta e caratteri che poeti e scrittori, partendo dalla propria percezione della Milano reale, negli anni hanno creato, trasformando lo sfondo delle loro vite nella scenografia dei propri ingranaggi narrativi.

Per cominciare questo viaggio nella geografia letteraria milanese ho scelto un libro molto particolare intitolato Milano Fantasma, frutto della collaborazione e l'intersezione artistica di due punti di vista, quello dello scrittore milanese Michele Mari e quello del pittore comasco Velasco Vitali, due sguardi che, intrecciando i linguaggi paralleli della scrittura e dell'immagine, guidano il lettore-osservatore in un viaggio sentimentale che ricostruisce una Milano diversa da quella che si presenta agli occhi e ai flash dei turisti: una Milano Fantasma, appunto.

Il viaggio parte – e non potrebbe fare altrimenti – dalla Stazione Centrale, un luogo che nello sguardo di Mari si sdoppia nelle sue due dimensioni, quella “non solo brutta, ma sproporzionata, tronfia, stilisticamente ibrida e soprattutto, fascista” di pietra, che è “marmo per definizione anche quando non lo è” e quella dell'immensa volta di ferro. Una dualità tra materiali, sottolineata dai cromatismi schizofrenici di Vitali, che si fonda sulla loro intima estraneità: “Perché se il marmo è intimamente retorico e propagandistico, il ferro è funzionale e onesto, esibisce la propria struttura al punto da essere solo struttura.”

Poi il viaggio prosegue, passa da piazzale Loreto – una piovra dagli otto tentacoli, una delle piazze più brutte di Milano, che si contende il primato, secondo Mari, con piazza Repubblica e piazza San Babila – poi dalle chiese di San Lorenzo, Sant'Eustorgio, dalle circonvallazioni, dal parco Sempione, poi tocca le vette della Torre Velasca e del Pirellone, il Palazzo di Giustizia, il Castello.

Lo sguardo di Mari non si limita però ai soli monumenti, ai simboli milanesi per eccellenza, ma scava più in profondità, fa emergere dalla propria memoria personale alcuni dei luoghi forse meno conosciuti ma più ricchi di fascino, di mistero. Dal Fopponino di Porta Vercellina, una piccola cappella tra piazzale Aquileia e via San Michele del Carso che, insieme all'ossario di San Bernardino alle Ossa, in piazza Santo Stefano, rappresenta l'inquietante ma ammaliante punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, sottolineato dal cartiglio del Fopponino:

Ciò che sarete voi noi siamo adesso
chi si scorda di noi scorda se stesso

Il viaggio consta poi un'altra decina di tappe, tra la Fiera e San Siro, San Simpliciano, Santa Maria delle Grazie e Sant'Ambrogio – la quale per Mari “veramente e definitivamente attesta la superiorità del romanico su qualunque altro stile”– fino al termine del percorso, alla tappa che più di tutte è intrisa di nostalgia, l'unica dedicata a spazi scomparsi, quelli dei Vecchi Cinema, che Mari ricerca nella memoria come Benjamin i Passages nella Parigi sventrata da Haussmann.

E mi chiedo: ma come fa il lettore milanese, posto di fronte all'infinita lista di cinema perduti snocciolata da Mari, a non avere la sensazione di vivere in una città stuprata, una città che ha venduto la propria anima al mondo posticcio della Moda, un mondo a cui Mari dedica, parlando del Museo della Scienza e della Tecnica, uno speciale anatema:

Solo la parola “moda” mi fa vomitare, perché nemmeno Attila sarebbe stato capace di fare quello che gli stilisti hanno fatto a Milano. Si sono presi tutto il centro storico fra Brera e San Babila, si stanno prendendo il vecchio quartiere industriale intorno all'Ansaldo, altro vanno meditando cui nemmeno osiamo pensare: ma che non osino toccare il mio Museo, ai cui sarcofagi egizi chiedo fin d'ora di preparare terribili maledizioni fino alla settima generazione.

Michele Mari e Velasco Vitali
Milano Fantasma
EDT
euro 35

Immagini | ©2008 Velasco Vitali

Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali

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