Matteo Salvini vuole l'esercito per le case popolari occupate

"I quattro o cinque vigili che il Comune manda non servono proprio a niente".

Quella delle case popolari occupate da abusivi - che entrano anche nelle case abitate approfittando dell'assenza dei padroni di casa - a Milano sta diventando una vera e propria emergenza. Un tema sentitissimo dalla popolazione che letteralmente, ha paura di "non poter essere padrone nemmeno in casa propria". Senza nulla togliere al peso della questione, ma era prevedibile che il segretario della Lega Nord Matteo Salvini decidesse di affrontare la questione, soprattutto nell'ottica di candidarsi a sindaco per le elezioni comunali di Milano del 2016.

Il leader del Carroccio ha affrontato la questione intervistato da Telelombardia: "La situazione delle occupazioni di case popolari da parte di abusivi a Milano è ormai fuori controllo. In alcuni quartieri della città bisogna mandare l'Esercito: avete capito bene, l'Esercito italiano. Centinaia di uomini dell'Esercito che facciano un lavoro porta a porta per controllare tutti gli abitanti delle case popolari".

Negli ultimi giorni la situazione delle case popolari occupate da abusivi era tornata agli onori della cronaca in seguito alla denuncia di Repubblica Milano riguardante un condominio Aler dove tutti sono abusivi:

È forse l’unico caso in tutta Milano di un palazzo in cui nessun inquilino è regolare. Una trentina di famiglie, tutte peruviane, occupano da un anno e mezzo le quattro scale di questo lungo condominio scrostato nel cuore del Corvetto. Il cortile con il cancello che dà sulla strada è l’unico accesso. (...) Addentrandosi nelle scale si trovano cumuli di rifiuti, porte in legno distrutte, vecchie targhe arrugginite con i cognomi italiani. Dagli interni arrivano rumori, urla e balli di salsa a tutto volume. «Per noi che abitiamo qui vicino è diventato un incubo — racconta la signora Anna, affacciata da una delle finestre del palazzo di fronte — C’è caos a ogni ora del giorno e della notte, queste persone non rispettano niente e nessuno».

Salvini propone il suo rimedio "militare"; al solito le sparate in stile leghista sono un po' grossolane, ma non c'è dubbio che questo tema dovrebbe immediatamente in cima alla lista delle priorità della giunta, che invece sembra nicchiare un po' troppo.

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