Blocco auto addio, niente più domeniche a piedi

Se ne riparlerà, semmai, per la prossima primavera.

Blocco auto e domeniche a piedi addio; la misura che tanto piaceva a chi voleva approfittare di una città priva di automobili per andare tranquillamente in giro a piedi o in bicicletta - e che tante polemiche suscitava tra chi aveva bisogno di usare l'auto - viene mandata in soffitta. Già nella scorsa primavera se n'erano viste poche e ridotte (più che stop alle auto, c'erano alcune zone pedonali in più), adesso ci viene detto che, semmai, se ne parlerà la primavera prossima.

Ma quali sono le ragioni? Da una parte l'assessore al Tempo libero Bisconti dice che "farle d'inverno è complicato", dall'altra ci sono alcuni segnali incoraggianti che forse le rendono meno necessarie: le concentrazioni di azoto si sono ridotte del 18%, quelle di pm10 del 10%. Merito di carsharing, bikesharing e Area C. Misure strutturali che quindi consentono di dire addio alle misure emergenziali come, appunto, il blocco delle auto.

Questo significa che viviamo in una città dall'aria pulita? Assolutamente no: a livello regionale la Lombardia ha dei livelli di inquinamento da spavento e a Milano ogni anno muoiono 230 persone per le conseguenze della vita in una zona così inquinata. E quindi, è davvero il caso di lasciar perdere le domeniche a piedi, che per quanto solo una pezza avevano il merito di ridurre il "black carbon" del 78% rispetto alle domeniche con normale circolazione.

Anche perché, per tutta la lunga stagione delle domeniche a piedi, si è parlato anche del valore sociale di queste giornate, della possibilità di godere in modo diverso della città. Insomma, la situazione migliora, ma è chiaro che se si è deciso di rimuovere i blocchi per le auto non è tanto per l'inquinamento, quanto per i costi e le polemiche che creavano. I dati in miglioramento hanno solo fornito il pretesto per potersi mettere al riparo.

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