Foto e reportage: i fedeli della Madonna di Medjugorje al Palasharp

Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp

M'illumino d'immenso domenica mattina con l'idea di dirigermi al PalaSharp per l'annuale raduno meneghino dei fedeli della Beata Vergine di Medjugorje. L'anno scorso furono 6.000 i proseliti presenti al tour mondiale dei veggenti che dal 1981 affermano di ricevere apparizioni della Madonna. Potevo mancare? No, non potevo! Anche se ciò potrebbe attirarmi contro gli anatemi di coloro che nella Madonna di Medjugorje ripongono sogni e speranze.

Qualche anno fa cercai di raggiungere Medjugorje (in verità ero diretto a Sarajevo, ma l'unico autobus a disposizione era diretto al luogo delle apparizioni mariane) partendo da Trieste con un pullman straripante di pellegrini. Fu un esperienza traumatica perché lungo la costa croata stetti male a causa di un intruglio offerto da qualche anima pia. Dovetti tragicamente scendere dal bus della fede.

Era notte, pioveva e non trovavo cartelli “sobe” indicanti stanze in affitto. Credo che fu un anti-miracolo, come dire, un miracolo negativo, fenomeno paranormale che meriterebbe più attenzione mediatica. Preso male decisi di rinunciare al mio pellegrinaggio...

Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp
Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp
Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp
Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp

La storia di queste apparizioni è assai affascinante. Siamo nell'estate del 1981, Tito è morto da circa un anno. In questa località sperduta della Bosnia Erzegovina una figura femminile con un bambino tra le braccia si presenta a sei ragazzini. È la Beata Vergine Maria. Da allora la Madonna è stata una presenza costante per alcuni di loro che sono cresciuti ricevendo regolarmente queste visioni.

Come per ogni cosa c'è chi ci crede ciecamente e chi invece è convinto che sia tutto falso. Tutti scrivono convincenti libri a sostegno delle proprie teorie: fede contro ragione. Non voglio entrare in merito alle varie ipotesi, dico solo che uno dei veggenti di Medjugorje, tal Ivan Dravicevic, si è arricchito e ha sposato Miss Massachusetts e ora organizza pacchetti all inclusive di preghiere e “chiaroveggenza”. Di certo grazie alla Madonna il suo tenore di vita è cambiato.

La giornata del Palasharp è densa di suppliche e testimonianze. Si parte alle 8.20 del mattino. Il momento clou è la sera con la preghiera di guarigione (d'altronde è questo l'O.D.G.), la benedizione eucaristica tra i partecipanti e la benedizione di oggetti e acqua santa. Immaginavo l'esuberanza collettiva, i pianti, il fanatismo, i miracolati, le esperienze mistico consumistiche alla Sabaoth Music Festival con gli applausi per Dio di teen sdilinquite... invece niente di tutto questo!

All'uscita della metropolitana di Lampugnano noto frotte di pullman da cui scendono fiumi di fedeli: più donne che uomini, più anziani che giovani, poche famiglie con bambini. I chioschi dei panini sono presenti come in qualunque concerto o festa dell'Unità. Vista la quantità di fedeli è facile pensare che faranno soldi a palate.

Stessa cosa per i venditori di merchandising religioso, presenti all'interno del Palasharp con medagliette, libri, statuette e immaginette sacre. Nulla di particolarmente kitch o estremamente pacchiano, niente robe alla Padre Pio Express. Sono un po' deluso da tutta questa sobrietà. C'è uno stand monotematico con il libro autografato di Paolo Brosio “A un passo dal baratro”, presente nella pausa pranzo per le strette di mano e nel pomeriggio per la testimonianza.

Brosio è uno dei testimonial più noti di Medjugorje, un vero e proprio folgorato sulla via di Damasco che ora gira per l'Italia a raccontare la sua illuminante esperienza. Questo l'estratto di un'intervista alla Stampa di novembre 2009.


Mi sono fatto male con il divertimento: l’unica donna che ho amato mi umilia? E io mi vendico con decine di ragazze, senza neppure chiedere come si chiamano. E con loro è arrivato il resto: l’alcol, lo stordimento, la droga. La coca è terribile: ti fa sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare (…) una notte a Torino mi è come esploso il petto, sentivo il cuore che pompava da matto. Solo che non era il cuore, era la coscienza: una voce, dentro, diceva “prega, di’ l’Ave Maria”. Ero sconvolto, anche perché tutto succedeva in un momento di divertimento esasperato».

Era in mezzo a un’orgia?
«Beh, diciamo di sì».

E lei in mezzo a un’orgia si è messo a recitare l’Ave Maria?
«Già, pensa tu la faccia degli altri. Sono scappato urlando che la festa era finita. Il giorno dopo ho chiesto in albergo qual era il santuario più famoso di Torino. Mi hanno mandato alla Consolata, dove ho incontrato Don Ferruccio: uno degli strumenti che Dio ha regalato alla mia salvezza. Mi sono confessato e gli ho raccontato la mia vita. Tutta».

La scoperta della Madonna di Medjugorje è avvenuta il 2 gennaio 2009 . E da lì il suo repentino cambiamento e la decisione di volgersi a Dio e a Cristo.

Un giorno, in Bosnia, sono andato da Gesù in croce e gli ho fatto una promessa: tua madre mi ha salvato, e voglio ringraziarla. Tornerò con 70 mila euro per suor Kornelya e per quelle sante religiose che lavorano qui. Poi mi sono spaventato e gli ho detto: possiamo fare 40 mila?».

Al Palasharp la cerimonia è lunghissima: si prega, si ascoltano le testimonianze di alcuni veggenti e di altri miracolati, si canta, tutti insieme appassionatamente. Alle 19.00 c'è la messa, ma io me ne sono già andato da parecchie ore. Purtroppo nessuna conversione sulla via di Lampugnano.

Fedeli della Madonna di Medjugorje Palasharp
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