Il monumento fallico dei giardini di Corso Indipendenza

Ma l'autore si difende: "Non voglio scandalo, ma discussione".

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Se il "terzo dito" di Cattelan in Piazza Affari vi aveva indignato (ma la collocazione davanti alla Borsa gli ha donato un significato simbolico istantaneo), allora difficilmente apprezzerete il nuovo monumento spuntato dal giorno alla notte nei giardini di Corso Indipendenza. L'iperattiva consigliera di Forza Italia Silvia Sardone l'ha subito immortalato in foto che hanno fatto il giro del web, mentre gli abitanti della zona, stando alla stessa consigliera, si sono divisi tra "ironia e disgusto".

Di sicuro non passa inosservato, con quei quattro falli che puntano dritti al cielo e chissà cosa stanno a significare. L'autore, un 34enne americano di nome Gavin Kenyon - astro nascente del panorama americano - dà la sua versione parlando con Repubblica Milano: "Non rappresenta nulla. Molte opere pubbliche, seppur commemorino qualcosa, hanno perso il loro significato nel tempo e nella memoria. Piuttosto le apprezziamo per le qualità estetiche o per come definiscono lo spazio urbano".

E in effetti è da tempo che solo i super-profani si chiedono "ma che significa?", e un po' tutti abbiamo accettato di apprezzare o disprezzare determinate opere senza stare a scervellarci troppo sul suo possibile significato. Il che non significa che debba piacerci tutto, ovviamente. Il lavoro, stando alle parole dello stesso artista, va letto soprattutto in relazione allo spazio che lo circonda, "studiando il contesto con sguardo da antropologo urbano". Uno studio che ha portato all'erezione (...) di quattro "colonne biomorfe" (new entry tra i sinonimi di "pene". Per la serie: "Andiamo a vedere il concerto di Fedez?", "Sta grandissima colonna biomorfa!").

Al di là dell'ironia più stupida, va detto che l'artista in questione è davvero un nome di punta tra i giovani americani, e che la scultura è stata prodotto dalla galleria Zero dove Kenyon ha da poco tenuto una sua personale. D'altra parte per lui l'annata è stata ottima: invito ad ArtBasel e scultura sulla HighLine di New York.

Ma torniamo alla scultura, se un senso non ce l'ha, almeno avrà un obiettivo?

Alterare la percezione dello spazio, creando un nuovo punto d'interesse. Ho cercato a lungo in città, ma molti spazi potenziali erano già occupati da altri monumenti, segnaletica o pubblicità. Altri, invece, erano invasi da turisti o frequentati solo da un piccolo campione di società. Nel frattempo passavo ore nei giardini di corso Indipendenza. Vivevo a pochi isolati e notavo come li attraversasse una popolazione varia e trasversale. Erano un po' malandati e tristi, ma nonostante il degrado erano anche molto amati. Ho scelto uno di quegli angoli, fra i meno curati.

E che cosa rappresenta invece?

Falli, dita, figure stilizzate, salsicce, non importa. Possono essere tutte queste cose insieme. Emergono dalla pressione del cemento umido in sacchi di stoffa, di vinile, di pelliccia sintetica cuciti assieme. La scultura finale, una volta indurita, ne trattiene i frammenti. Sia le forme ambigue che i materiali sono ispirati alle opere di grandi scultrici come Lynda Benglis e Louise Bourgeois, entrambe molto critiche verso gli stereotipi maschilisti di potere e di genere.

Comunque, rimarrà solo due mesi, per cui non è il caso di gioire se siete dei sostenitori e disperarvi se vi fa schifo.

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