La casta degli avvocati si ribella: troppo economiche le tariffe di "Avvocati point"

avvocati low coast

Sono rei di aver praticato prezzi troppo modici, così l'ordine ha deciso: sospesi per due mesi in primo grado dall’ordine forense di Monza. Protagonisti della vicenda i cinque legali associati in Avvocati Point, studio in via Lombroso 54 e sostenitori di una filosofia legata a prezzi contenuti. Accusati di aver leso dignità e decoro della categoria per aver proposto tariffe "low coast", 612 euro (Iva inclusa) per l’assistenza in cause di separazione consensuale e divorzio che di norma costerebbero il triplo. Da sottolineare che lo studio con le sue tariffe non è andato sotto i minimi tabellari.

Per i professionisti di Avvocati Point si tratta di una battaglia appena iniziata che porterà sicuramente ad un ricorso. E qui si apre una bagarre, non da poco conto a cui ha partecipato anche Altroconsumo con una lettera al presidente dell'Autorità garante della Concorrenza e del mercato. Bagarre etica (tutti hanno diritto ad un'assistenza legale qualificata a prezzi contenuti) e politica, a due giorni dall'apertura degli Stati Generali delle libere professioni, indetti dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Gli studi di avvocati "low cost" negli ultimi due anni si sono moltiplicati: prima consulenza gratuita, tagli alle parcelle e marketing aggressivo per strappare i clienti. A consentirglielo era stata proprio la legge Bersani sulla liberalizzazione delle tariffe e l’abolizione dei minimi tabellari voluta e votata nel 2006 dall’ex governo Prodi, legge ancora valida. Le stesse novità che il ministro Angelino Alfano vuole abolire e delle quali ha discusso con gli stati generali degli ordini professionali italiani. La casta, dicevamo.

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