Foto: cosa c'è al posto dei centri sociali? Viaggio in una Milano che non esiste più

ex centri sociali di milano

Il luogo di aggregazione per eccellenza di chi, come me, ha vissuto l'adolescenza negli anni 90', ma anche un po' dopo, è stato il centro sociale, percepito come uno spazio di contrapposizione orgogliosamente autorganizzato che si escludeva dal resto della comunità relazionandosi con una dialettica di contrasto.

Il centro sociale si voleva separare dalla società edificando uno spazio “esclusivo” e antagonista. L'esperienza autogestita della Stecca degli Artigiani (tra via de Castillia e via Confalonieri), in un luogo in cui oggi si stanno costruendo grattacieli in vista di un terziario che forse non esisterà mai, è stata uno dei momenti più fertili e aggreganti dei primi anni del terzo millennio meneghino. La sua storia scorre parallela a quella del declino dei centri sociali.

Nella struttura di una grande fabbrica abbandonata, la Siemens Electric, si costruì uno splendido raccoglitore funzionale di esperienze; nacque un agglomerato di associazioni chiamato Cantiere Isola, una Tv di quartiere che trasmetteva direttamente dalla Stecca, la ciclofficina, una sala prove per suonare, una camera oscura e tanti laboratori artigianali paralleli...

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Alcuni ricorderanno il Controprogetto, la cui idea portante era vivere e progettare attivamente la città e dare il via ad un concetto che in quegli anni era di moda: la riqualificazione partecipata. Vennero ridipinti i muri, organizzate mostre, istallazioni, happening. Il sabato mattina c'era un mercatino e non sembrava nemmeno di trovarsi a Milano. Da fucina di idee, simbolo dei giovani di Milano, divenne luogo di spaccio. Il degrado, come un virus, assalì ogni anfratto della costruzione, ogni angolo dell'ex fabbrica. L'esperienza finì nell'aprile 2007 con l'inevitabile sgombero dopo alcuni scontri tra nordafricani e polizia. La Stecca ormai era una realtà indifendibile.

Ecco alcune foto di ciò che si può trovare ora: un gigantesco scavo ed i grattacieli dell'area Garibaldi-Rebubblica che crescono a vista d'occhio. Alcune associazioni che hanno dato vita alla Stecca si sono trasferite in una via prospiciente, ma manca il vigore d'allora.

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Una seconda realtà assai florida tra gli anni 90' e i primi del 2000 è il centro sociale Pergola, sgomberato definitivamente, dopo un lungo e doloroso travaglio, nel gennaio del 2009. Il Pergola nasce nel 1989 da un gruppo di ragazzi del movimento studentesco della Pantera e diventa il centro operativo degli hackers milanesi con internet ancora agli albori. E' anche tra i muri di questo centro sociale che si sviluppa Indymedia, l'”ANSA dei contestatori” . In questo luogo modaiolo-underground si sviluppò il progetto di un ostello della gioventù, il Postello Autogestito, con la possibilità di dormire con 10 euro a notte. Siamo nel 2004. Il degrado e lo spaccio sono destinati ad assalire gli ambienti del centro sociale, sempre meno aperto e sempre più mal frequentato. Il colpo di grazia lo infligge la richiesta da parte del proprietario di un affitto di poco meno di 3 milioni di euro. Lo sgombero avviene senza troppe proteste.

Oggi, al suo posto, potete trovare questo:

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Più in centro ancora il C.S.O. Garibaldi, sgomberato “senza problemi o tensioni” nel settembre 2007 dopo il giro di vite di De Corato. Difficile immaginarsi un centro sociale in una via così signorile. Il Garibaldi, di proprietà dell'amministrazione comunale, venne occupato da un gruppo di antagonisti negli anni 80'. Gli spazi, sempre molto fatiscenti, sono stati sede di alcune associazioni (il collettivo femminile Baba Yaga, la Libera Rappresentanza dei Beni culturali di Brera), di presentazioni di libri, convegni e mostre, e concerti.

Qua ciò che rimane:

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Passiamo al Deposito Bulk che ha avuto due sedi storiche, sempre in zona Garibaldi. Nel Gennaio del 2000 venne sgomberato da via Don Sturzo per passare in via Piranesi.


I giovani che frequentano il Deposito Bulk organizzano la loro cultura giovanile, diversa ma non opposta a quella di don Rigoldi.

Scriveva Famiglia Cristiana.

Ricordo i concerti, la ciclofficina e lo Smokers, il baretto con spazio per concerti. Ora c'è solo un mucchio di macerie. E i lavori non sembrano proseguire!

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Mentre nell'edificio del “vecchio” Bulk di via Don Sturzo qualcosa è stato fatto.

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