No Expo: la Statale chiude per evitare l'assemblea

Timori di un'occupazione e qualche precedente scontro con gli antagonisti. L'Università chiude i battenti.

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Qualche precedente c'era già stato e in quella occasione - lo sgombero della Cuem - erano pure volate le manganellate, seguite da violentissime polemiche tra il mondo antagonista e i vertici della Statale; evidentemente di quella vicenda è rimasto qualche strascico, perché oggi, a un anno e mezzo di distanza, la tensione tra No Expo e Università torna a farsi sentire.

Cos'è successo? Per domani, sabato 17 gennaio, era previsto un'assemblea in Statale del movimento No Expo; assemblea per la quale non era stata richiesta l'autorizzazione e che comunque faceva paura per l'alto numero di partecipanti, provenienti in parte dal mondo dell'antagonismo e dei centri sociali. Qual era il pericolo? Ovviamente, che l'Università venisse occupata. Da qui la decisione dell'Università di concerto con il prefetto.

"La decisione, condivisa con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica - si legge in una nota ufficiale dell’ateneo di via Festa del Perdono - si è resa necessaria a tutela della sicurezza di studenti, personale e docenti, a fronte della manifestazione nazionale autoproclamata da alcuni centri sociali e dall’area antagonista".

E quindi, aule chiuse da oggi fino a lunedì, con lezioni spostate in via Mercalli e via Celoria. Altre "informazioni più dettagliate sulle aule saranno fornite nel più breve tempo possibile". La cosa, ovviamente, non è piaciuta per niente agli antagonisti, che hanno affisso uno striscione che recita "Tutti paladini della libertà d'espressione, ma chiudono l'ateneo per bloccare l'assemblea", si sono dati al volantinaggio e hanno fatto partire il tam tam sui social network.

Niente assemblea, allora, che doveva rappresentare il primo passo in vista della grande mobilitazione nazionale prevista per il primo maggio, giorno in cui inaugurerà Expo 2015. E adesso, la reazione del mondo antagonista è una sola: la facciamo lo stesso. "L'università ci sbatte la porta in faccia, non si vuole nessuna critica contro Expo, per qualcuno questa assemblea non s'ha da fare".

Sul sito MilanoX - una delle voci del mondo antagonista milanese - si legge:

"Questioni di ordine pubblico” la motivazione ufficiale. Il timore che venisse occupata un’aula. Panico, effettivamente una cosa mai vista in università: l’occupazione di un’aula, questa sconosciuta. Sullo spazio pubblico per definizione, l’Università, cala una pesante cappa autoritaria. E succede se l’assemblea in questione è quella della rete Attitudine No Expo: il rettore Luca Vago ha evidentemente voluto impedire che l’Università venisse associata alle parole e ai temi “No Expo”. In questi anni gli atenei milanesi hanno lasciato da parte la loro funzione critica e di studio che potevano esercitare sull’esposizione universale milanese, per diventare una sorta di agenzia di lavoro gratuito per Expo".


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