Milano Mai Vista: la mostra alla Triennale

Il grattacielo Unicredit e Citylife si sono realizzati, ma quanti progetti avrebbero cambiato la città e non hanno mai visto la luce?

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Negli ultimi anni Milano è cambiata, e molto. Sta sorgendo Citylife, sta sorgendo il quartiere Porta Nuova, ci saranno (prima o poi) due nuove linee della metropolitana e molto altro ancora. Ma col passare del tempo sono tanti i progetti che dovevano cambiare il volto della città e invece sono finiti nel nulla. Ai primi tempi di progettazione di Expo 2015, per esempio, si parlava di rendere pedonale Corso Sempione, o di creare una cintura verde di parchi che poi solo in minima parte si è realizzata.

Ecco, come la città avrebbe potuto essere è un po' il tema al centro di Milano Mai Vista, nuova mostra (gratis) alla Triennale di Milano: "viene raccontato, attraverso una vasta selezione di progetti irrealizzati per Milano, ciò che la città sarebbe potuta essere se le porte della storia si fossero aperte e chiuse con tempi diversi, durante le tre grandi fasi storiche della sua trasformazione: l’ottocentesco Piano Beruto con l’asse di via Dante, la piazza del Castello e i nuovi quartieri; il Piano regolatore di Cesare Albertini negli anni Trenta con i primi grattacieli di piazza San Babila, l’asse della Stazione, piazza Diaz e la prima Fiera, la Milano verde dei razionalisti; la grande ricostruzione negli anni del miracolo economico con la visione della città aperta, il centro direzionale e la conquista della periferia, sino ai grandi cantieri di questi ultimi venti anni".Sono tanti i progetti per piazza del Duomo, San Babila, Brera, l’area della Fiera e di corso Sempione, Porta Vittoria, Garibaldi-Repubblica e altri luoghi della città che avrebbero potuto cambiare il volto della città che conosciamo: alcuni sono vere occasioni perdute, altri forse pericoli scampati, come ogni visitatore potrà giudicare da sé.

Anche se non realizzati, molti di questi progetti conservano viva l’originaria forza immaginativa, la visione utopica di alternativa al presente. In questo senso il percorso virtuale della mostra corrisponde a un’indagine sull’inconscio architettonico e urbanistico di Milano, capace di far affiorare un “rimosso” pieno di opportunità e di offrirlo alla reinterpretazione con gli occhi del presente e le richieste del futuro. I progetti irrealizzati sono di diverso tipo.

Ci sono progetti per concorsi che non ebbero esiti concreti (da quello per il piano regolatore di Milano del 1926 al concorso per la BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) e progetti che non si sono aggiudicati il primo posto (ad esempio quello di Renzo Piano per l’area della ex-Fiera); progetti accantonati (la nuova sede dell’Accademia di Brera di Terragni, Lingeri, Figini e Pollini, degli anni Trenta) e progetti visionari da leggere per il loro carattere sperimentale, più che per l’effettiva realizzabilità (ad esempio il masterplan di Steven Holl per Porta Vittoria).

Orari
Martedi - Domenica
10.30 - 20.30
Giovedi
10.30 - 23.00

Ingresso Libero

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