Elezioni Comunali Milano 2016: Stefano Boeri si candida?

L'ex sfidante di Pisapia ai tempi delle primarie ed ex assessore alla Cultura potrebbe essere il nuovo candidato a sindaco di Milano, se Pisapia decidesse di lasciare.

Le elezioni comunali di Milano iniziano a intravedersi all'orizzonte, ma nel campo del centrosinistra nulla si muove in attesa di capire che cosa farà il sindaco Giuliano Pisapia: si candida o non si candida? Manca ancora qualche tempo alla decisione definitiva da parte del sindaco (ma personalmente sono pronto a scommettere su una sua ricandidatura), ma bisogna anche iniziare a prepararsi a un piano B, che con tutta eventualità passerà dalle primarie.

E tra i renziani, che hanno intenzione di dire la loro dopo la stagione dei sindaci arancioni, c'è un nome che più di altri riesce a conciliare quella stagione di successi della sinistra nelle principali città italiane (Milano, Genova, Napoli) con l'ala maggioritaria del Pd: Stefano Boeri. Ricordate? L'architetto, autore tra le altre cose del Bosco Verticale, era il candidato del Pd alle primarie in cui correva, per Sel, anche Pisapia. Un duello sportivo, dal quale uscì vincitore l'attuale sindaco, che poi nominò Boeri assessori alla Cultura. Due anni di scontri tra i due (il buon lavoro di Boeri - ricordiamo per esempio lo Spazio Oca, ora grossa incognita - compromesso però da una gestione troppo solitaria) - e poi il divorzio non consensuale.

Lui nega tutto, in un'intervista a Repubblica segnala i limiti del lavoro di Pisapia ("welfare, mobilità e onestà non sono tutto"), sprona comunque il sindaco ad andare avanti ("Chi ha sconfitto il centrodestra dopo vent'anni non può tirarsi indietro dopo un solo mandato") e infine dice di non volersi candidare: "È un'esperienza conclusa, si può aiutare la politica anche da fuori".

E però, prima di chiudere definitivamente, bisogna vedere che cosa deciderà Pisapia. Perché se dovesse chiudere, come promesse tempo fa, dopo un solo mandato, allora è facile pensare che il Pd milanese renziano convergerebbe su unico nome. Se il pressing non dovesse essere sufficiente, non sarebbe difficile nemmeno scomodare Renzi in persona, che con la famiglia Boeri è in ottimi rapporti (il fratello Tito, economista, era tra i papabili ministri dell'Economia e oggi è presidente dell'Inps). E a quel punto, dire di non sarebbe davvero difficile.

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