Citylife: via ai lavori per il terzo grattacielo

Completato quello di Isozaki, iniziato il grattacielo di Hadid, adesso si parte pure con quello disegnato da Libeskind.

E pensare che per un lungo periodo si è pensato che i tre grattacieli di Citylife Milano non avrebbero mai visto la luce. Troppi ritardi, cambiamenti importanti nella guida del progetto, la crisi finanziaria che è piombata sull'Italia (e non solo) quando il tutto era partito da pochi anni. Insomma, visti gli scenari che aleggiavano attorno al megaprogetto edilizio della ex Fiera, le notizie che arrivano in questi giorni sono più che positive (al netto dei clamorosi ritardi che si continua ad accumulare).

Il grattacielo Isozaki è stato ormai completato, quello di Zaha Hadid ha le fondamenta scavate e si è giunti al secondo solaio, infine sono cominciati gli scavi per le fondamenta del terzo. Per sapere quando saranno completate le tre torri è però davvero troppo presto: il programma parla del 2018, ma viste le tante difficoltà cui si è andati incontro nel corso degli anni è difficile capire se i tempi saranno rispettati. Di sicuro Milano non avrà il suo nuovo gioiello urbanistico (come sempre destinato solo ed esclusivamente ai ricchi, se si eccettua il parco pubblico) in tempo per Expo 2015.

L'investimento complessivo è di due miliardi di euro, la parte residenziale è ormai completata e pare anche che le vendite stiano andando bene dopo un periodo di stanca che aveva demoralizzato non poco. Quando tutto sarà completato, CityLife sarà l’area pedonalizzata più grande d’Europa, con il terzo parco più grande della città di Milano. Una zona di lusso e bellezza che andrà a ospitare i giovani ricchi milanesi. Giovani ricchi che, evidentemente, non vogliono essere disturbati.

E infatti sono già scesi sul piede di guerra contro la possibilità che il nuovo stadio del Milan sorga nella non poi così vicina zona del Portello, temendo ovviamente i disordini che avvengono nei dintorni degli stadi italiani. Ma il Milan ha in mente un progetto di questo anche per cambiare marcia alla situazione del tifo in Italia, con riferimento all'Inghilterra: "In Inghilterra, come ad esempio a Londra, esistono stadi anche nel centro delle città in zone belle, nel cuore di quartieri prestigiosi, che non creano il minimo disagio. Anzi, valorizzano la zona rendendola viva e sicura. È provato che negli stadi di nuova concezione, più un impianto è piccolo e in centro più è sicuro e meno si presta a scontri tra tifosi, combattendo l’abbandono e il degrado tipico di quelli presenti nelle periferie". Chissà se basterà a tranquillizzarli.

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