Il referendum per l'autonomia della Lombardia: di che cosa si tratta

Domani il voto decisivo per poi recarsi al voto tra aprile e giugno per il referendum sull'autonomia della Lombardia. Ma come funziona?

"Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per chiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116 della Costituzione?". Ecco, questo potrebbe essere il quesito a cui saremo chiamati a rispondere sì o no se domani, al Pirellone, la proposta della maggioranza di indire un referendum per l'autonomia della Lombardia otterrà due terzi dei voti.

E ci sono buone possibilità che avvenga, dal momento che anche il Movimento 5 Stelle ha dato parere favorevole dopo aver ottenuto che il voto si svolga con modalità elettroniche, con tutti i risparmi che da ciò deriverebbero. Si era partiti dalla richiesta della concessione dello statuto speciale per la regione Lombardia, ora ci si accontenta della possibilità di ottenere maggiore autonomia (immaginiamo soprattutto sui temi fiscali); ma il concetto è sempre lo stesso: la Lega Nord, nonostante le sue nuove avventure nazionali, non rinuncia al tema più classico, solo (e fortunatamente) sempre più declinato in modalità istituzionali.

Se la proposta dovesse passare, allora entro la fine di febbraio sarà firmato il decreto per decidere la data in cui ci recheremo al voto per decidere il futuro più o meno autonomista della Lombardia. Probabile che si decida per andare al voto tra aprile e giugno.

Ma di che si tratta esattamente? In Italia l'unico referendum vincolante è quello abrogativo, in questo caso quindi si tratterebbe solo di un referendum consultivo, con cui il Pirellone avrebbe il via libero dei cittadini a fare richiesta di maggiore autonomia allo Stato centrale.

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