La moschea di Milano: ecco le tre aree pronte per ospitarla

Via Marignano, Via Sant'Elia, Via Esterle: una di queste tre aree ospiterà sicuramente la moschea di Milano.

Negli ultimi mesi le vicende relative alla moschea di Milano hanno scatenato il caos; un po' per le prevedibili polemiche sull'opportunità o meno di dare la possibilità (a loro spese) agli islamici milanesi di pregare in un luogo di culto con tanto di cupola e minareto; un po' per le conseguenze sul dibattito dell'attentato di Parigi, che ha scatenato il centrodestra in una campagna contro la moschea fino ad arrivare alla possibilità di indire un referendum per bloccare tutto.

Le cose, però, sono comunque proseguite. Fino ad arrivare a stilare un bando con le tre aree destinate ai luoghi di culto non cattolici (non concorrerano solo gli islamici) di cui una, quasi certamente, ospiterà la tanto attesa moschea. Quali sono le novità di oggi? Che il bando pubblicato a dicembre sta per giungere a conclusione, per la precisione il 28 di febbraio, e che quindi a breve sapremo com'è andata a finire la delicata vicenda. Sul sito del Comune di Milano vediamo quali sono le tre aree in oggetto:

Costituiscono oggetto del presente avviso i seguenti immobili di proprietà comunale:
1) area sita in Via Marignano, di circa 3400 mq, localizzata nella Zona di Decentramento n.4 (LOTTO 1) ;
2) area sita in Via Sant’Elia, di circa 5000 mq, localizzata nella Zona di Decentramento n. 8 (LOTTO 2);
3) immobile sito in Via Esterle, di circa 1492 mq. localizzata nella Zona di Decentramento n.2; (LOTTO 3).

E quindi, la prima in zona Rogoredo, la seconda in zona Lampugnano (accanto all'ex Palasharp dove già oggi i fedeli milanesi si riuniscono il venerdì), la terza in zona via Padova. In quest'ultimo caso, chi avrà la possibilità di usufruire degli ex bagni pubblici dovrà però farsi carico della loro demolizione e ricostruzione. È previsto a un costo annuo per la gestione degli spazi: per via Marignano 7.600 euro l'anno; per via Sant'Elia 10mila euro annui e per via Esterle 25mila euro. La durata della concessione arriva fino a un massimo di 30 anni eventualmente rinnovabile. Chi vincerà il bando, per ognuna di queste aree dovrà pagare di tasca propria la ristrutturazione, le spese di manutenzione e le bollette varie. Il comune non ha intenzione di spendere una lira.

Ma quali sono i soggetti interessati? L'Istituto culturale islamico di viale Jenner punta all'area di Lampugnano, il Caim spera di fare loro concorrenza; così come la Coreis, l'associazione islamica moderata. Per la zona di via Esterle in pole position c'è la Casa della cultura islamica di via Padova, altra sigla moderata guidata dall'architetto Asfa Mahmoud, premiato con l'Ambrogino d'oro dall'ex sindaco Letizia Moratti.

moschea milano

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