My Taxi: la app per prenotare il taxi a Milano con lo smartphone

Il mondo dei taxi risponde con una app alla concorrenza di Uber. Ma ci sono ancora alcuni ostacoli.

Prenotare il taxi a Milano con una app, sapendo già al momento della prenotazione dove il taxi si trova, quanto tempo impiegherà per arrivare, seguendo il tragitto che sta facendo e pagando direttamente da carta di credito dopo essersi iscritto (il gestore della app prende il 10%). Il varo di My Taxi potrebbe essere la risposta migliore, e più corretta, a Uber, il servizio online di noleggio di auto con conducente che fa infuriare i tassisti milanesi. A dire la verità, qualcosa del genere esiste già, si chiama Taxiyoo.

La grossa differenza, però, è che questa app esiste già in molte parti del mondo e d'Europa, ha dieci milioni di iscritti e soprattutto è stata comprata da Daimler, multinazionale delle auto già dietro Car2Go. Tutto bene, quindi? I taxi si aprono alle innovazioni e sperano di trovare così il modo per competere con le tante novità introdotte dalla piccola rivoluzione di internet su smartphone e tablet? Più o meno, perché quando si fa parte di una corporazione che segue regole di chiusura totale del mercato, non tutto procede per il verso giusto.

Il problema, infatti, è che dei 4.800 taxi, 4mila circa sono iscritti a un servizio radiotaxi: il 4040, il 6969, l'8585. Le regole dei radiotaxi vietano agli iscritti di utilizzare altri intermediari. Per cui dai gestori dei servizi telefonici replicano a My Taxi con un'alzata di spalle: "Ben vengano le innovazioni se restano nella legalità". Che si potrebbe anche interpretare come: "Per il momento, non ci fanno nessuna paura".

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