Mudec, il nuovo Museo delle Culture di Milano inaugura il 26 marzo

Due mostre temporanee prenderanno il via con il nuovo museo interculturale in via Tortona.

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Sono 15 anni che si attende il varo del Museo delle Culture di via Tortona 56, l'area prima occupata dall'Ansaldo e in cui finalmente troverà spazio il nuovo polo culturale milanese, a partire dal giorno dell'inaugurazione: il 26 marzo 2015. 8000 mq su 3 piani, con il primo destinato a caffetteria, bookshop, caffetteria, didattica, biblioteca e uffici, e gli altri 2 ad ospitare collezioni di America, Asia e Africa (culture extraeuropee) del Comune di Milano, più un attico con ristorante.

La provenienza geografica delle opere comprende Medio ed Estremo Oriente, America Meridionale e Centrale, Africa Occidentale e Centrale, e alcuni oggetti del Sud Est asiatico, dall’area islamica e dall’Oceania, oltre a un corpo di 295 strumenti musicali extraeuropeo e 92 tra cappelli e ventagli. Oltre a questo, si punterà su esposizioni temporanee. La prima sarà Mondi a Milano: "una mostra dedicata al dialogo tra Milano e i tanti 'mondi lontani' – dall'Africa all'Oriente - apparsi sulla scena della città attraverso le grandi esposizioni. Lungo il percorso espositivo, che resterà allestito fino al 19 luglio, si potranno ammirare opere d'arte, oggetti di design, architetture, documenti e arredi che testimoniano il fascino dell'esotismo e l'ansia di modernità".

Lo stesso giorno vedrà la luce Africa: "con oltre 200 pezzi esposti la mostra racconta l'arte africana dal Medioevo ad oggi, muovendosi su due livelli d'interpretazione. Da un lato saranno esposti alcuni celebri e monumentali capolavori selezionati in base al gusto occidentale, mentre dall'altro saranno proposte le opere più vicine alla tradizione e alla sensibilità africane".

Questo per avere un'idea di che cosa ci aspetta al Mudec, all'interno di questo nuovo museo caratterizzato da un'architettura leggera, da 8.600 metri quadrati distribuiti su tre piani. Per capire l'ispirazione dietro al progetto, ci affidiamo a quanto scritto sul sito dello stesso architetto che l'ha concepito, David Chipperfield: "Ispirato al tipico ambiente milanese caratterizzato da facciate tranquille e spente che nascondono intricati spazi interni, il progetto intende enfatizzare le qualità, inevitabilmente nascoste, del sito esistente. In quanto intervento formale all’interno di un informale complesso industriale, la proposta progettuale accoglie le intrinseche qualità del luogo costruendo su di esse, tanto con azioni di restauro degli edifici industriali esistenti, quanto con l’introduzione di un nuovo edificio centrale, punto focale della rete di connessioni racchiuse nel perimetro del sito".

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