Milanostorie: il mendicante che minaccia di spararti e come si diventa razzisti per 30 secondi

zingari rom rumeni a MilanoMai stato rapinato di alcunché nella mia vita. A Milano mi è capitato di fare a botte meno di dieci volte in 28 anni, solo e rigorosamente con italiani: motivo per cui, basandomi sulla mia misera esperienza, non mi sento particolarmente in pericolo in via Padova, o in Pellegrino Rossi, non parliamo di Paolo Sarpi, che ci sono in pratica cresciuto avendo fatto il liceo da quelle parti.

Per questo motivo, tendo a temere molto di più la cretineria degli italiani, se incontrati in gruppo, che quella degli stranieri: ma sono punti di vista che derivano, per l'appunto, dall'esperienza. Le "minoranze etniche" milanesi, non mi hanno mai fatto paura, magari qualche volta fastidio, ma quel fastidio piccolo borghese, non mi viene un'altra parola per definirlo, che ti togli a forza, sapendone l'idiozia, ragionando.

Una di queste minoranze, sulle quali cerchi di farti passare il fastidio ragionando, è quella rom...

Foto | Flickr

Un paio d'anni fa ero anche andato viverci tre giorni in un campo rom, proprio per pensarci, per ragionarci, per togliermi dalla testa qualche luogo comune - anche per acchiappare del grano, ci mancherebbe: ero andato a stare da Jovica, che Luca de Vito ha raccontato sulle pagine di Repubblica quest'anno. Era un pezzo per un mensile il cui simbolo è un patinato roditore.

Tutto questo mi è tornato in mente qualche sera fa: facevo una cosa che faccio raramente, un aperitivo in Colonne, c'erano due amici che non vedevo da tempo, e siamo finiti lì. Ci sediamo a un tavolino, all'aperto. Siamo, per chi lo conosce, all'Hora Feliz, dintorni piazza Vetra, pieno zeppo all'ora che arriviamo, verso le otto di sera. Ci sediamo, e parte la questua.

Sono tutti, a occhio, rom rumeni. Distinzione non da trascurare, perché anche gli altri rom - serbi, italiani, spagnoli... - non li amano particolarmente, se ben ricordo quanto mi raccontarono al campo. Ma vai a sapere poi chi ha ragione: passa prima un uomo che potrebbe avere dai quaranta ai sessant'anni.

Immaginando quanto ti invecchi la vita di strada, tendo verso la prima delle due ipotesi. Non gli lasciamo niente. Cinque minuti, passa una bambina che avrà avuto meno di dieci anni. Questua di nuovo. Restiamo tutti un po' male, non è la prima volta che vediamo certe cose, ma è sempre strano quando ti ricapitano sotto gli occhi.

Vi è mai capitato? Cosa ti salta in mente? Pietà? Rabbia? Disgusto? Vorresti prendere chi mette per strada un bambino o una bambina in un braccio di ergastolani incazzati? E poi, dopo che gli spaccano la faccia e la schiena, cosa ottieni? Il nulla. A che serve? A niente. A niente, di niente, di niente. Mica perché lo dice la Bibbia, perché è così.

Lasciamo passare la bambina, e poi arriva il terzo della storia, che è il personaggio chiave. Avrà quattordici anni, un ragazzino che hai voglia a non farti prendere dai pregiudizi, dai luoghi comuni, ma ce l'ha la faccia di uno sveglio, tagliato. Questua anche lui. Spieghiamo che no, non diamo niente. Dice serio: "Ah sì? Domani torno e... pam! pam! Sparo!".

Ecco. In quel momento, anni di ragionamenti, di luoghi comuni smontati, di cose che mi sono letto, di scazzi che ho avuto più o meno con chiunque difendendo quanto a prima vista, se ti crei un'opinione con i media mainstream è una teoria autoevidente - cioè rom = ladri, delinquenti, stupratori, ecc - se n'erano volati via. Per circa trenta secondi.

Per quei trenta secondi ho pensato. Ma se lo dicevi a quello sbagliato, che gli sparavi? Se lo dicevi a uno che ti prendeva e ti lasciava per terra, invece di sorridere e dirti "Vai vai, ci vediamo domani"? Per trenta secondi ho detto: ok, ora ho capito come ragiona un razzista, uno che prende una parte del tutto e non la cornice intera e il quadro che c'è dentro.

Letture e visioni consigliate sul tema:

- il blog di Sergio Bontempelli è un ottimo antidoto a quanto mi ha preso per trenta secondi: vi segnalo questo post sulla riduzione in schiavitù di minori, e sulla questua dei rom.

- restando in tema, il Mattino di Padova, due giorni fa, ci racconta proprio di riduzione in schiavitù, rom e minori.

- Un documentario di Current Tv sempre sui rom e sui minori. Se n'era parlato anche sul Corriere circa tre settimane fa.

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