Elezioni Comunali Milano 2016: perché Pisapia non si ricandida?

Le ragioni dietro la scelta del sindaco. Le promesse in campagna elettorale, il pressing dall'alto e i progetti per il futuro.

Pisapia non si ricandida alle elezioni comunali di Milano del 2016, la decisione è ufficiale. Non che ci si sia stupiti più di tanto, visto che la scelta era nell'aria da tempo e che Matteo Renzi si era lasciato sfuggire un "dopo-Pisapia", parola che aveva fatto intuire come fosse noto che il sindaco fosse in procinto di prendere una decisione del genere e come lo stesso Renzi potesse avere avuto un ruolo in tutto questo. Ma andiamo con ordine, perché la verità è che Pisapia aveva annunciato la sua decisione già parecchio tempo fa.

Per la precisione nel 2011, durante la campagna elettorale. L'aveva detto più volte: "Farò un solo mandato". Un po' perché è il nuovo mantra dei politici specchiati (quale Pisapia, pur con tutte le critiche che gli si possono muovere, ha dimostrato di essere) che vogliono mostrare come la politica non sia per loro un fine; un po' perché, magari, credeva davvero che quello fosse la decisione migliore da prendere. L'annuncio di ieri, quindi, non rappresenta nessuna novità rispetto alle intenzioni originarie. Il fatto è che nel corso degli anni era apparso sempre più chiaro come Pisapia si stesse rimangiando quella promessa e puntasse a proseguire il lavoro cominciato. Perché lasciare che siano altri a raccogliere quanto seminato? Il lavoro della giunta si è concentrato sulla mobilità (aspetto decisivo), sull'apertura della città alle energie che bussano alla porta senza trovare risposte, ovviamente sull'Expo 2015. Ora, se tutto andrà per il verso giusto, sarà qualcun altro a prendersi i meriti.

Ma perché Pisapia, allora, non ha proseguito sulla strada che avrebbe portato a una ricandidatura? In tanti parlando di un pressing arrivato dall'alto. Sotto forma di moral suasion indiretta, mai portata avanti in prima persona, ma comunque chiarissima. Secondo questa lettura, Matteo Renzi vuole Milano. Per la precisione, vuole che il prossimo sindaco di Milano sia un renziano. La città gioca un ruolo fondamentale nella narrazione del premier, ancor più lo sarà se l'Expo darà davvero alla città quel respiro internazionale sempre inseguito e mai raggiunto. Si può lasciare a un indipendente di Sel una poltrona così decisiva? Evidentemente, no. E adesso, nella corsa che sta per aprirsi, i nomi che circolano come possibili candidati del centrosinistra sono tutti organici al Pd, con le sole eccezioni di Boeri e Ambrosoli che comunque in quel partito militano o orbitano attorno.

Infine, una terza ragione può anche andare ricercata nei progetti a cui Pisapia sta lavorando da un po' di tempo a questa parte. Quel cantiere "arancione" che diventi l'anello di congiunzione tra sinistra (non solo milanese) e Partito Democratico, che ricostruisca un'alleanza strategica in vista delle prossime elezioni e non solo. Un progetto che dovrebbe rilanciare la figura di Pisapia su scala nazionale, e che come sempre in questi casi deve però fare i conti con le mille difficoltà insormontabili da affrontare. Prima fra tutte, la distanza sempre maggiore che si registra tra il Pd renziano e la sinistra. Se ne parlerà ancora, ma solo più avanti.

Milan Council Committee Press Conference

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: