Manifesto per Milano: se ne è discusso al Teatro Puccini

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Non molto tempo fa avevo dato il mio parere sul cosiddetto "Manifesto per Milano" del Corriere della Sera. Un po' troppo generico e fumoso a mio parere. A quanto pare sono stato "ascoltato". Le parti in causa nella stesura di quel manifesto hanno deciso di far seguire altre parole alle loro parole. Comunicazione orale dopo quella scritta. È già qualcosa, ammesso che delle azioni le seguano - tutti i video dell'evento su C6Tv.

Martedì sera, alla presenza inaspettata del sindaco Moratti (che recentemente si è espressa favorevolmente rispetto alla questione delle bandiere di qualità), alcuni degli aderenti a quel manifesto, si sono infatti incontrati al teatro Puccini di Milano (Corso Buenos Aires) anche noto come Teatro Civico, per discutere di quelli che erano i temi emersi dal manifesto: movida, traffico, servizi, periferie e tutto ciò che, secondo gli stesori, sta o starebbe disumanizzando il volto di Milano.

Tra i presenti, oltre al sindaco che ha fatto capolino inaspettatamente in prima fila, anche attori e rappresentanti delle istituzioni culturali e teatrali della città: l’amministratore delegato di Theatriditalia, Fiorenzo Grassi, l'attrice Cristina Crippa che ha recitato alcuni testi di Luca Doninelli (scrittore e giornalista "fu" Foucaultiano, oggi collaboratore de Il Giornale) incentrati sull'estinzione delle caratteristiche della Milano di un tempo, soppiantate dal mito del denaro e dello shopping.

Fin qui, si direbbe, niente di nuovo, altre paroleparoleparole. Poi però, secondo atto della serata - salgono sul palco i cittadini e si discute delle tematiche sensibili: e quindi ecco che si parla di periferie, da Santa Giulia a Bovisa, da Rubattino a Quarto. Si discute della mancanza di strutture, delle isole di cemento, delle città invisibili.

Altro tema caldo: la movida, ormai dilagante, imperante, straripante. Il presidente dell'associazione Pro Arco Sempione accusa la sordità delle istituzioni di fronte al problema, che ha costretto chi lo deve affrontare sera dopo sera ad adire alle vie legali per tutelarsi. Moratti prende appunti. Un primo passo è stato fatto e dalle parole su carta, si è passati alle voci. Chissà che non sia la volta buona per vedere anche dei fatti, per intavolare un dialogo che davvero ascolti anche le opinioni che provengono dal "basso". Voi che ne dite?

Foto | Flickr

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