Expo 2015 inizia a far paura

Le falle nella sicurezza del Tribunale alla vigilia dell'esposizione, il timore di attentati e la fretta con cui si è costruito tutto. C'è da iniziare a preoccuparsi?

Fino a poco fa, la parola "paura" riferita all'Expo 2015 aveva senso solo se si stava parlando del fatto che l'Italia rischiava (e rischia tuttora) una pessima figura davanti a tutto il mondo tra inchieste giudiziarie, tangenti e opere in ritardo. Col passare del tempo, però, questa paura è andata a toccare anche altri ambiti, facendo salire una certa "ansietta" tra gli abitanti di Milano.

20 milioni di visitatori che si recano a Rho-Pero con in mano il loro biglietto di Expo fa una certa impressione, considerando quanto l'Europa sia stata messa nel mirino dai jihadisti. E questa, per quanto taciuta, è un po' la più grande paura che circola, che l'esposizione universale attragga attenzioni, diciamo così, indesiderate.

Ma il rischio "terrorismo" (questa volta tra virgolette) non riguarda solo quello di matrice islamica, perché le minacce di boicottaggi, manifestazioni e disordini riguardano soprattutto i gruppi antagonisti di casa nostra che hanno da tempo messo il grande evento nel mirino (anche con numerose ragioni, va detto). Ecco, in questo caso si tratta di pericoli che saranno semmai circostanziati a qualche manifestazione di protesta che potrebbe degenerare, ma certo l'allerta tra le forze dell'ordine è massima e contribuisce ad alimentare la tensione.

Come contribuisce il fatto che, oggi, la città si è risvegliata sentendosi un po' meno tranquilla. Ci riferiamo ovviamente alla strage al Tribunale di Milano e alle enormi falle nei controlli che ha messo in luce. Da questo punto di vista, ancor più, non aiuta il fatto che l'agenzia di vigilanza che ha gestisce la sicurezza del palazzo di Giustizia sia anche la capofila delle imprese che contribuiranno a tenere sotto controllo l'area di Rho-Pero. Va detto, però, che le misure di sicurezza stanziate per il grande evento sono di quelle davvero massicce.

Infine, il rischio sicurezza aumenta anche per un sospetto, lecito e che ci auguriamo tutti non trovi riscontro: la fretta esagerata con cui i lavori sono stati portati a termine. E si sa, fare le cose per bene e farle di corsa non sono due cose che vanno d'accordo. Se poi ci si aggiunge che i controlli sulla sicurezza dei vari padiglioni non si potranno fare - non ce n'è tempo - e che le varie società che si sono occupate dei padiglioni si limiteranno a un'autocertificazione, ecco che il quadro, senza fare allarmismi, è completo.

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