Strage Tribunale Milano, Celentano scrive al Governo

Lo showman dice di sentirsi in un "desolante 'stato' di abbandono".

Il giorno dopo la strage compiuta da Claudio Giardiello, imprenditore imputato per bancarotta, al Tribunale di Milano, arriva anche una reazione "vip", quella di un milanese doc come Adriano Celentano che evidentemente scosso dal fatto scrive un post sul suo blog dal titolo "Ciao Governo…".

Ed è proprio al governo che lo showman si rivolge nel suo breve intervento:

"Ciao GOVERNO, scusa se ti rompo, è che non so con chi parlare, forse non te l’hanno detto: ma ieri un signore è entrato nel tribunale di Milano e ha ucciso tre persone, più due feriti di cui uno in modo grave"

Nonostante la gravità del fatto, Celentano ricorre anche a un po' di sarcasmo per sottolineare quelle che secondo lui sono le pecche di chi governa nel garantire la sicurezza ai propri cittadini:

"Ma perché l’avete fatto entrare?!? È pericoloso lasciare la porta aperta senza che ci sia, non dico una guardia, sarebbe troppo, ma almeno un portinaio che ricordi a tutti quelli armati che possono sì entrare, ma senza uccidere. E invece guarda cos’è successo"

Poi Celentano passa a descrivere come si sente in prima persona dopo questo tragico avvenimento:

"Tu non hai idea di come io mi senta in questo momento. È come se improvvisamente fossi inghiottito da un desolante 'STATO' di abbandono e non so più chi sei, cosa fai e perché sei lì dove sei ADESSO. Non pretendo che tu mi difenda, in fondo non sono che un cittadino, lo so, ma almeno avvisami quando inviti qualcuno che vuole uccidere la gente"

Infine un'accusa che sembra essere rivolta direttamente al Presidente del Consiglio Renzi, perché si parla di "velocità" nel voler risolvere una "crisi impossibile", infatti Celentano scrive:

"Forse lo sbaglio è di esserti concentrato troppo sulla velocità per risolvere una crisi impossibile e non aver, invece, subito pensato a un centro di accoglienza per gli ASSASSINI che ormai si confondono coi cittadini. A cosa serve il progresso se poi ti uccidono?"

Insomma, da come Celentano scrive e dalle parole che mette in evidenza scrivendole in maiuscolo ("GOVERNO", "STATO", "ADESSO" e "ASSASSINI"), sembra che l'artista attribuisca al governo, allo Stato "centrale", la piena responsabilità di quello che è successo ieri al Tribunale di Milano.

Adriano Celentano scrive al governo

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