Expo 2015, Manpower chiarisce: "Per il lavoro da 1300 euro il 46% di rinunce"

L'80% di cui parlava il Corriere della Sera in realtà è la percentuale di chi non ha superato le selezioni per due specifiche figure (Operatori Grandi Eventi e Area Team Leader).

expo

Giovedì 23 aprile 2015 - Il giorno dopo la grande polemica sul numero di giovani che avrebbero rinunciato a un posto di lavoro a Expo 2015, l'Huffington Post ha contattato direttamente Manpower, l'agenzia che si occupa di trovare i lavoratori per conto degli organizzatori, che ha spiegato:

"Abbiamo coperto circa mille posizioni. Tra queste, per le figure di Operatori Grandi Eventi e Area Team Leader, le uniche per le quali è previsto uno stipendio da 1300 euro in su, abbiamo registrato non l'80%, bensì il 46% di rinunce, molte delle quali ci sono pervenute all'ultimo istante"

Dunque a rinunciare al lavoro da 1300 euro sono stati meno della metà delle persone contattate, mentre quel'80% di cui parlava il Corriere della Sera è tutt'altra cosa, ossia, come hanno spiegato sempre da Manpower:

"L'80 per cento delle persone che avrebbero rifiutato, non ha in effetti rifiutato, ma si tratta di persone che o non hanno superato i test o che a un certo punto non sono state in grado di andare avanti nelle selezioni. Quindi riassumendo, questo 46% non riguarda tutti i ragazzi under 29 anni che si sono candidati, ma solo due specifiche figure richieste"

Expo 2015: l'80% dei giovani che rifiuta il lavoro e la verità nel mezzo


Mercoledì 22 aprile 2015

Sta facendo un gran chiasso la notizia secondo cui l'80% dei giovani contattati per andare a lavorare sei mesi per Expo 2015 si sarebbe rifiutato di recarsi al lavoro dopo aver ricevuto una chiamata in extremis. La storia è stata lanciata da Corriere della Sera e suona così:

Per gli uomini di Expo reclutare le seicento persone da mettere al lavoro durante il periodo dell’esposizione non è stata una passeggiata, in particolare se si guarda alla fascia sotto i 29 anni, giovani ai quali veniva proposto un contratto di apprendistato:parliamo di 1.300-1.500 euro al mese suppergiù, comprensivo di festivi e notturni come da contratto nazionale.Dunque, il 46 per cento dei primi selezionati (645 profili su 27 mila domande arrivate alla società Manpower, cui era stato affidato il compito della raccolta dei curricula e della prima selezione) è sparito al momento alla firma. Sparito anche nel senso letterale del termine: qualcuno non ha neppure mandato una mail per dire «Grazie, ci ho ripensato».

Ora, la prima cosa da segnalare è che quel "otto su 10 che rifiutano il lavoro" è una semplice stima della giornalista, non è dato sapere quale sia la percentuale vera. Ma anche ponendo che sia solo la metà, come sembrerebbe dalle prime selezioni, si tratta comunque di un numero elevatissimo. Quali possono essere le ragioni che portano dei giovani che, evidentemente, non hanno altro lavoro a rifiutare un lavoro di sei mesi, pagato in media 1.300 euro e in un posto che consente di stringere una marea di relazioni (che sono un valore fondamentale)?

Ovviamente, il sottotesto dell'articolo del Corriere parla di vacanze estive da saltare, turni la domenica e i festivi, contratti a termine che non si vogliono accettare. E per carità, magari qualcuno che ha deciso di rifiutare per motivi, diciamo così, choosy ci sarà sicuramente. Un post su Facebook di Alessandro Gilioli, giornalista de L'Espresso, aiuta a rimettere un po' le cose in prospettiva:

C'è un messaggio limpido, nello sdegno del Corriere (e non solo) per i ragazzi che "hanno rifiutato un contratto di...

Posted by Alessandro Gilioli on Mercoledì 22 aprile 2015

C'è un messaggio limpido, nello sdegno del Corriere (e non solo) per i ragazzi che "hanno rifiutato un contratto di lavoro dell'Expo".
Lasciando anche stare che lo stipendio non è quello che il Corriere mette in prima pagina, ma spesso sotto la metà, come è emerso da molte testimonianze anche qui su Fb; e lasciando anche stare che la motivazione "turni scomodi" che pure appare nel titolo è stata dedotta o inventata dal Corriere, in assenza di qualsiasi fonte che lo dica nel pezzo.
Il messaggio ai ragazzi è che se ti chiamano tra il 18 e il 20 di aprile tu DEVI scattare per prendere servizio il 22 aprile.
Non avete diritto a programmare in alcun modo la vostra vita, siete merce da spostare da una città all'altra e con un preavviso minimo, chiaro? Siete solo merce, scattate in 3 giorni dalla vostra città a Milano e zitti, anzi ringraziate questa fantastica opportunità offertavi da Manpower - e tra sei mesi calcio in culo e tornate a casa vostra, in attesa che qualcuno altro vi faccia scattare.

Il messaggio che arriva da Gilioli, insomma, è che va bene la crisi, ma essere chiamati un giorno prima dell'inizio del lavoro, senza avere la grazia di poter decidere della propria vita con dei tempi decenti, è una cosa che non si può accettare. Però, appunto, c'è la crisi. Cosa che forse ha fatto immaginare a ManPower - che di queste selezioni si è occupata - che avrebbe potuto trattare i candidati in maniera pessima (come ha fatto) e loro sarebbero scattati sull'attenti.

E quindi, sono questi giovani a essere sfaticati e choosy o è ManPower che non è stata in grado di offire condizioni non dico di lavoro, ma nemmeno di selezioni e contatto minimamente dignitose? Che ManPower abbia fatto un bel po' di casino si sa da tempo, viste le numerosissime lamentele che sono arrivate da parte dei candidati, sulla difficoltà di inviare la candidature, l'impossibilità di prendere contatto con la società, di capire come, quando, dove, se sarebbe partito il lavoro.

Resta però anche il fatto che in tempi di crisi un lavoro da 1.300 euro al mese (sì, con festivi e notturni) per sei mesi in un luogo in cui graviterà mezzo mondo non fa così schifo, pure se te le dicono con pochi giorni di preavviso. Sempre che le condizioni di lavoro siano queste, perché alcuni commenti fanno pensare che le cose stiano diversamente, come questo, comparso sull'HuffPost:

Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.

Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata preso e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa,di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.

Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

In questa ricostruzione c'è però una cosa che non torna, ed è l'abbonamento al treno da 350 euro mensili (risulta che ce ne siamo di molto più economici). Non importa molto, visto che 500 euro sono comunque troppo pochi come stipendio, ma fa venire qualche dubbio sulla veridicità di questa ricostruzione. Una presa di posizione completamente diversa si legge invece qui:

Voi credete che siano cavolate? Dovrei mettere una telecamera e filmare la gente che viene ai colloqui di lavoro. Un 20% di nullafacenti rifiuta a priori il colloquio, un altro 20 % già per telefono vuole sapere di che lavoro si tratta, quante ore deve lavorare, di quanto è la paga ecc... (allora che senso avrebbero i colloqui?). Poi ci sono quelli che vengono e nel cv elencano lauree e corsi di terz'ordine che hanno frequentato, come se questo li rendesse di fatto speciali. Ed ovviamente, tutti si sentono sovraqualificati per qualsiasi tipo di lavoro. Poi ci sono i ragazzi che vengono al colloquio giusto per fare un favore ai genitori, ma che si vede lontano un km che non gliene importa nulla di lavorare.
Capitolo a parte quelli che dettano loro le condizioni in sede di colloquio: io vengo a lavorare se la paga è di almeno tot, se non lavoro il sabato e la domenica, se il pomeriggio posso stare a casa almeno alle 17 perchè altrimenti mi salta la palestra (non è una battuta!!).
Per questo non mi stupirei se la notizia fosse vera.

Insomma, dove sta la verità? Sono 1.300 o 500? Sono i giovani che non hanno voglia o è il lavoro che non ha i minimi requisiti della dignità? Purtroppo sul bando di ManPower non si trova il compenso offerto, che già sarebbe un buon punto di partenza (mentre sui siti si legge di tutto). Quel che è certo è che alla fine l'organico è al completo, le persone che venivano cercate sono state trovate. E quindi, dove sta il problema? Se qualcuno ha rifiutato evidentemente non aveva sufficientemente voglia/bisogno (in base alle condizioni vere che non conosciamo) e sono affari suoi, ha così potuto lasciare spazio a chi evidentemente aveva più voglia/bisogno. Il problema sta tutto in quel titolo sull'80% dei giovani che ha rifiutato il lavoro, che fa pensare il peggio possibile immaginabile di una situazione in cui un po' tutti hanno le loro ragioni.

Update - La società Expo 2015 ha rilasciato un comunicato stampa in cui fa un po' di chiarezza su numeri e stipendi.

La Società Expo 2015 S.p.A., a chiarimento delle notizie apparse in questi ultimi giorni sul tema del lavoro giovanile, precisa che le assunzioni (ormai completate) di giovani con incarichi temporanei sono: 406 Apprendisti, con un’età media di 26 anni e con una retribuzione netta mensile pari a circa 1.300 euro; 247 Team Leader, con un’età media di 36 anni e con una retribuzione netta mensile di circa 1.700 euro; 82 Stagisti con un rimborso mensile, come da accordo sindacale, di 500 euro.

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