BEIC Porta Vittoria: addio alla Biblioteca Europea di Informazione e Cultura?

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Sembra che le cose si mettano molto male per il progetto della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che avrebbe dovuto sorgere sull'area di Porta Vittoria, ed è un peccato. Già qualche tempo fa, Trab era passato da quelle parti, rinvenendo uno scenario di uno squallore sconfortante.

Oggi si sa qualcosa di più:

"Avremmo molto piacere a realizzare la Beic, Biblioteca europea di informazione e cultura - spiega Carlo Masseroli, assessore all'Urbanistica del Comune - Il problema è che per farla ci vogliono ingenti finanziamenti di cui non vediamo traccia". E che, vista la situazione economica del Paese, è impensabile arrivino a breve

Non c'è il cash. Vediamo più nel dettaglio...

Per prima cosa: quanti soldi ci sono e quanti ne servono? Letizia Moratti, nelle ultime tre righe di un pezzo de Il Giornale si lascia sfuggire che

Altri le chiedono che ne sarà di quello spazio immenso dove avrebbe dovuto sorgere la Beic. «Avrebbe dovuto essere finanziata dal ministero. Noi abbiamo messo 60 milioni di euro per l’area più altri sette. Non posso lasciare una ferita aperta così in città»

Sempre nello stesso pezzo di Repubblica citato poco fa, saltano fuori cifre diverse: si parla di 32 milioni di euro già stanziati in un paio di finanziarie, e di una cifra complessiva, necessaria alla realizzazione dell'opera di 260 milioni di euro.

Antonio Padoa Schioppa nei giorni scorsi aveva replicato così a Masseroli, dal quale aveva appreso a mezzo stampa che in sintesi, la BEIC non si faceva più:

Il Governo, con ripetute dichiarazioni pubbliche dei ministri Sandro Bondi (Beni culturali) e Altero Matteoli (Infrastrutture) - ha espresso nel 2009 il proposito di finanziare la Beic attingendo al capitolo della Grandi Opere (la Beic costa meno di un ventesimo del Ponte di Messina), in quanto infrastruttura di interesse nazionale. È recente la notizia che New York stanzierà in un decennio un miliardo di dollari per l' ammodernamento della sua già splendida City Library; e che la città di Birmingham ha stanziato duecento milioni di sterline per il rifacimento della propria Biblioteca civica (...) la convenzione non è stata ancora firmata, in quanto una parte dell' area destinata alla Beic è stata nel frattempo occupata dal cantiere dei privati che stanno costruendo sull'area confinante (gruppo Coppola), i cui lavori si sono interrotti per ben tre anni per le note vicende giudiziarie della proprietà (...) La Biblioteca potrà dunque essere costruita, inaugurata ed aperta al pubblico in tempo per l' Expo del 2015. Se davvero il Comune disponesse la revoca della concessione, la sorte della Biblioteca europea sarebbe segnata. Resterebbero, certo, il Fondo Pontiggia e il Fondo fotografico Paolo Monti ormai acquisiti dalla Fondazione Beic, resterebbe il materiale raccolto per la grande biblioteca digitale Beic che sarà comunque aperta e in rete entro il 2010. Ma la grande Biblioteca del XXI secolo del quale l' Italia è priva non nascerebbe più

Se siete minimamente bibliofili, leggere di "Fondo Pontiggia", riapre ferite mai rimarginate... qualcosa come circa 45mila volumi, tornati in Italia grazie ai primi fondi giunti alla Fondazione BEIC, dopo essere stati acquistati da un finanziere svizzero alla morte dello scrittore.


I 45mila volumi della biblioteca dello scrittore milanese Giuseppe Pontiggia, «acquistati» da un finanziere di Mendrisio nel 2004 dopo la morte dell' autore, sono sul punto di riprendere la via di casa e tornare a Milano. La biblioteca di «Peppo» Pontiggia arrivò in Svizzera esattamente due anni fa in 1.200 casse contenenti volumi, manoscritti, inediti, una traduzione da Macrobio risalente agli anni ' 70 mai pubblicata, e venne depositata nel rifugio atomico delle Scuole Canavée di Mendrisio. Doveva essere ceduta in cambio di un vitalizio e della creazione di una «Fondazione centro studi Pontiggia». Ma l'accordo non si è perfezionato. E così in questi giorni, la Fondazione per la nascente Biblioteca Europea (Beic) presieduta da Antonio Padoa Schioppa, la struttura che dovrebbe sorgere nei prossimi anni nell' area di Porta Vittoria, sta definendo accordi preliminari con la vedova Pontiggia per far fare marcia indietro alle casse


La BEIC, malgrado resti per ora un sogno, un bellissimo sogno, ha un sito molto ben fatto: è pieno di documenti, di studi, di pdf, c'è qualunque cosa. Un sito che ci permette di ripercorrere la storia di questa meravigliosa idea, in corso di naufragio

I Soci fondatori sono: il Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, l'Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano, l'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e l'Associazione "Milano Biblioteca del 2000".
Presidente della Fondazione è il prof. Antonio Padoa Schioppa, direttore generale la dottoressa Francesca Della Porta.

Qui un loro pdf con date e step: si parla di 2014, ma la vedo onestamente grigia, molto grigia. Tornando ai costi, qui altre stime sempre in pdf, ma un po' vecchiotte. Li ho chiamati poco fa per avere un dettaglio di quanti soldi servano alla BEIC. La cifra esatta è 151.657.158 euro di costi totali per la biblioteca "chiavi in mano", completa e arredata, più altri 108 di somme a disposizione. Circa 260 milioni di euro.

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