Il nuovo stadio del Milan al Portello supera il primo esame

Assieme al progetto rossonero, passano anche quelli del parco tecnologico e musicale e della "linea verde" con maxi albergo e start up.

nuovo stadio milan

I progetti per l'area Portello passano da quattro a tre, con la bocciatura da parte della Fondazione Fiera del Portello Village, che presentato come area per sport alternativi rischiava di trasformarsi in una mega palestra. Rimangono così in piedi il Magnete - un parco tecnologico e musicale, con una sorta di museo digitale, negozi con articoli ad alta tecnologia (dalla robotica ai droni). Ci dovrebbero anche essere un negozio dedicato alla bicicletta (un "polo della cultura a due ruote") e una serie di spazi per la musica, forse con il coinvolgimento del Conservatorio. Non mancheranno alberghi e pare anche un ospedale - e Milano Alta: una linea verde che scorre longitudinalmente accanto alla struttura del Portello. Un chilometro di percorso ciclopedonale sopraelevato (a 7 metri) lungo viale Scarampo, che scavalca viale Teodorico e via Colleoni All’interno, il progetto prevede un mega albergo, ristoranti, attività per il tempo libero e uno spazio per l’insediamento delle ormai canoniche start up ad alto contenuto di innovazione.

Soprattutto, passa al secondo step anche lo stadio del Milan, che avrebbe 42mila posti e potrebbe essere pronto entro il 2020, andando a occupare un'area di 60mila metri quadrati e venendo a costare circa 100/120 milioni di euro. Prenderebbe il nome della compagnia Emirates e avrebbe novità anche sul fronte acustico: ovviamente c'è da evitare di far impazzire i vicini, ma c'è anche la possibilità di creare il noto "effetto bolgia" degli stadi inglesi, un piccolo trucco per riparare al calo costante di spettatori. A proposito di spettatori, la distanza tra loro e i giocatori sarebbe nulla, come in Inghilterra.

Il Milan ha fatto sapere di essere soddisfatto di questo primo passaggio: "Prendiamo atto con soddisfazione, perché il Milan è convinto della qualità e unicità della sua proposta e dell'importanza che essa rappresenta per la città di Milano Puntiamo a uno stadio sostenibile, raggiungibile con facilità dai mezzi pubblici, non invasivo a livello paesaggistico e che possa offrire alla città servizi educativi, ricreativi e sociali sette giorni su sette. La nostra è anzitutto una sfida culturale. Così come accade all'estero la costruzione di uno stadio urbano favorisce lo sviluppo dell'area in cui viene insediato. Infine contribuisce a creare un tifo responsabile, garantendo più sicurezza dentro e fuori lo stadio".

Da parte della Fondazione, si è capito che piace l'idea dello stadio in primis per la sua capacità di generare ricavi sul lungo periodo, laddove gli altri due progetti devono ancora essere sondati soprattutto per quanto riguarda la "resistenza" sul lungo periodo. Si sa però che lo stadio non piace ai residenti della zona. Quel che è certo, è che i tempi per la decisione finale si sono allungati: i cantieri non apriranno prima del prossimo anno.

                                              02blog è anche su Facebook

  • shares
  • Mail