Il Milan se lo compra la GazProm? Piersilvio Berlusconi spiega perché non accadrà

milan in vendita

Milan in vendita? L'ultima è stata una stagione disastrosa, imbarazzante: non certo da oggi girano voci su un disimpegno della famiglia Berlusconi, per la quale i rossoneri sarebbero sempre più un peso, che una risorsa. Oggi però, Piersilvio Berlusconi ha smentito tutto a margine della conferenza stampa per la presentazione dei palinsesti Mediaset:

Vendere il Milan alla Gazprom? Non ne ho mai sentito parlare. Comunque il Milan è un affare di mio padre, tranne le conversazioni da tifoso tra padre e figlio, io non ci metto becco. Io ho fiducia nelle capacità di mio padre, se lui decide di cambiare strada e investire meno, ma e' solo un'ipotesi, vuol dire che è giusto. Chiedo ai tifosi un pochino di pazienza perche' si tornera' a vincere. Io presidente? Credo che mio padre debba esserlo per sempre

Discorso chiuso quindi? Mah, non credo. Ripercorriamo le voci girate: perché più che voci, erano mezze certezze...

Il Milan in vendita? Se ne parla davvero da tempo: dal settembre dell'anno scorso, almeno, quando uscì anche qualche nome di potenziali acquirenti. Ovvero, vari fondi di investimento libici gestiti da Central Bank of Lybia, Lybian Investment Authority e Lybian Foreign Bank, capaci di versare nelle casse di via Turati qualcosa come 800-900 milioni di euro.

Come saprete finì nel nulla, anzi, finì con le smentite della proprietà. Eppure, appena un mese dopo, a ottobre 2009, c'era chi scommetteva sulla vendita, almeno a osservare come si comportava il Milan sul mercato, più che sul rettangolo verde

Luca di Liddo, analista finanziario, intervistato sul tema, è lapidario:

Da quali segnali possiamo capire che la società di via Turati è in vendita?
Dopo la campagna acquisti dell’estate è chiaro che la proprietà vuole vendere il Milan. I soldi rientrati dalla vendite come quella di Kakà non sono stati reinvestiti per ricapitalizzare la società. Questa è la classica strategia che utilizzano gli imprenditori quando mettono la società sul mercato per venderla


In ogni caso, ci furono secche smentite, sul Sole24Ore, per esempio:

La Fininvest e l'amministratore delegato Adriano Galliani, ciascuno nel loro ambito, hanno smentito la ricostruzione di Repubblica. E il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, in volo con la Nazionale verso Tbilisi, ha commentato le indiscrezioni dicendo di essere «per le grandi famiglie italiane, come i Moratti, gli Agnelli, i Berlusconi» e di non voler «trasformare la Serie A in un Premiership con tanti padroni stranieri»

Cosa ci sia di male nell'avere una Serie A come la Premiership, non lo so, ma in ogni caso le voci sui libici caddero nel nulla. A far riparlare di Milan in vendita però, è stato nell'ultimo periodo - eravamo a metà maggio - il quotidiano Libero, che spiegava come prossimo un accordo con i russi di GazProm, che sarebbero entrati al 30% in Fininvest, indiscrezioni documentate ma che furono comunque smentite


«Per quanto riguarda l’inedita ipotesi alternativa di ingresso di soci esterni nell’azionariato Fininvest (incredibile! ) siamo di fronte ad una fantasia a dir poco ardita, naturalmente priva del benchè minimo fondamento»

In questo pezzo de La Stampa

si traccia il quadro della situazione:

sarebbe in corso un «derby in famiglia» tra i figli del Cavaliere Pier Silvio e Luigi: «il primo e la sorella Marina spingono per liquidare la società, il secondo vuole diventarne presidente e chiede nuovi investimenti»

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