La rivolta di Piazzale Lavater: No alla costruzione del parcheggio sotterraneo

Gillo Dorfles, che ci abita, in un recente articolo lo ha definito "un angolo di Parigi". Passandoci provo invidia diffusa per chi dimora nei dintorni di questa zona liberty: tanti alberi e traffico sopportabile. Eppure esiste un progetto che mira a costruirci un parcheggio sotterraneo (impegandoci anni), modificare la viabilità e tagliare gli alberi centenari che danno sollievo alle persone che frequentano il parco adiacente. Insomma rivoltare come un calzino uno degli angoli più belli di Milano, con il rischio di finire come i cantieri di piazza Bernini e Largo Rio de Janeiro, attualmente fermi.

Edoardo Croci, l’ex assessore alla mobilità della Moratti, abita proprio in piazzale Lavater: "È il perfetto prototipo del parcheggio che non andrebbe mai fatto. È una piazza con un certo valore storico- monumentale ed è simmetrica, con otto vie che la connettono. E poi è una piazza "verde", con alberi ad alto fusto quasi centenari". Tra gli illustri difensori della piazza anche Salvatore Accardo, che attraverso le pagine del Corriere ha mostrato "Sconcerto, delusione, e un dubbio: si fanno proclami in difesa degli alberi, e poi si avallano progetti sconsiderati come questo?".

Ieri il Comitato in difesa di Piazzale Lavater ha organizzato una manifestazione, culmine di una protesta che sta durando mesi e centinaia di firme. Sul blog PiazzaLavater è spiegato nel dettaglio il progetto e vengono costantemente segnalate tutte le attività del comitato di difesa della piazza. C'è anche un gruppo su Facebook.

La cronostoria del progetto è decisamente bizzarra e vale la pena riassumerla. Nonostante gli iniziali pareri contrari di Soprintendenza e Commissione per il paesaggio, a distanza di pochissimo tempo sono stati improvvisamente ribaltati. Ora manca solo l’ultimo tassello: il via libera definitivo della giunta di Palazzo Marino. Staremo a vedere se prevarrà il buonsenso o l'interesse dei costruttori.

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