Expo 2015 Milano: quali sono i padiglioni più belli?

Se state per visitare l'Expo 2015 di Milano, ecco quali sono i padiglioni migliori. Con un occhio di riguardo per le code e per quelli che offrono anche contenuti interessanti.

L'Expo 2015 si appresta a entrare nella fase finale ed è ormai chiarissimo quali sono stati i padiglioni che hanno riscosso più successo. Si può giudicare anche dalle code, visto che ormai per entrare nel Padiglione Italia, in quello degli Emirati Arabi o in quello del Giappone bisogna armarsi di santa pazienza e per entrare ci vogliono più di tre ore (si segnalano record fino a otto). Vediamo allora cosa ci può offrire questa esposizione universale (ricordandovi che qui trovate la mappa in pdf per orientarvi). Lasciamo perdere appositamente il Padiglione Italia (che tanto è un must see) e quello del Giappone (di cui si è parlato molto), e facciamo invece un breve viaggio alla scoperta dei padiglioni più belli tra quelli stranieri. Ne abbiamo selezionati cinque. Vale la pena, però, di segnalare un padiglione che non è tra i più belli esteticamente, ma che è ricco di significato: quello della Svizzera. Lo riconoscete per la scritta "ce n'è abbastanza?" che lo sovrasta. Se volete visitare un padiglione senza file e che ha colto davvero lo spirito di Expo dovete recarvi lì.

Padiglione Emirati Arabi

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L'ingresso nel padiglione è tra mura alte 12 metri che creano una sorta di canyon di sabbia e corrono per 140 metri di lunghezza. All'ingresso, ai visitatori viene fornito un tablet con cui "animare" alcuni degli oggetti che sono disposti all'inizio del percorso. E poi video a 360°, grafica 3d, un'oasi di tre piani dove, tra palme e acqua, si trovano i punti ristoranti le cui materie prime saranno in parte fornite dall'orto che verrà posizionato sul tetto. Il tutto per creare "un'esperienza che gli spettatori non dimenticheranno", come ha detto commissario generale degli Emirati Arabi per Expo Salem Al Ameri.

Il padiglione della Cina

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Il Progetto architettonico, elaborato da un consorzio formato dalla Tsinghua University e dal Beijing Qingshang Environmental & Architectural Design Institute, riproduce delle “onde di grano” in cui le forme di un paesaggio naturale si uniscono a quelle di uno skyline urbano, riprendendo le linee tradizionali dell’architettura cinese attraverso l’uso delle moderne tecnologie. Il tetto realizzato in bambù filtra la luce naturale e permette di ridurre i consumi energetici in linea con il messaggio di sostenibilità che l'Expo vorrebbe promuovere. Un’area di attesa accoglierà i visitatori con schermi LCD grazie ai quali potranno iniziare a confrontarsi con il padiglione e i suoi contenuti. Un’area “Paradiso” mostrerà, attraverso installazioni multimediali, i 24 periodi del calendario agricolo cinese, corrispondenti alle diverse posizioni del sole, e il loro significato nella cultura e nella produzione agricola del Paese.

Il padiglione della Russia

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Il 2015 (come anche il 2014) non sarà ricordato come quello dell'amicizia tra Europa e Russia, nonostante questo il padiglione del paese guidato da Putin è tra i protagonisti dell'esposizione universale. "Il concept della struttura è stato sviluppato dallo studio Speech, guidato dagli architetti Sergei Choban, Alexei Ilin e Marina Kuznetskaya. Situato su un’area di oltre 4.000 metri quadri, il Padiglione russo è ampio e il suo design trae origine nella forma e nella tradizione dei padiglioni sovietici e russi delle precedenti Esposizioni Universali alle quali il Paese ha partecipato". La Russia, infatti, ha conosciuto il mondo delle Expo fin dall’edizione londinese del 1851, la prima “Great Exhibition” della storia. Molti dei padiglioni russi sono stati considerati dei punti di riferimento per l’architettura e alcuni hanno meritato premi e riconoscimenti: dal Grand Prix a Parigi nel 1937 alla Medaglia d’Argento a Shanghai nel 2010.

Il padiglione della Francia

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Data la temporaneità del padiglione, è stata scelta una costruzione leggera, con una struttura in legno, prodotta dalla ditta francese Simonin, che si potrà smontare e riutilizzare in seguito alla fine dell’Esposizione. Una particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione dei consumi energetici, al riciclaggio dei rifiuti e alla depurazione. Aree con spettacolari scenografie dedicate ai quattro pilastri della comunicazione affiancano il ristorante, una brasserie e un’area di ristoro veloce. Nella boutique trova posto tutta la varietà e la qualità dell’offerta agroalimentare francese, mentre nella zona dimostrativa si illustra il savoir faire in cucina.

Padiglione Principato di Monaco

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Lo spazio espositivo del Principato di Monaco, che si estende su un lotto complessivo di 1.010 metri quadri, nasce da un progetto dell’architetto italiano Enrico Pollini e si propone come uno spazio capace di incoraggiare il pubblico ad entrare da molti diversi punti d’accesso, riflettendo così sulle opportunità poste dall’ecologia, dal riciclo e dal riuso. Numerosi veri container merci sono impiegati con funzioni architettoniche, a ricordare sia il ruolo di nodo d’interscambio rappresentato dal Principato di Monaco sia le chance di riutilizzo creativo. Sul tetto in legno simile ai tendaggi d’emergenza un composto in sfagno, un muschio leggero e permeabile, consente la coltivazione di un orto di colture mediterranee. Sono presenti giardini verticali e un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Il design interno, a cura dell’agenzia tedesca Facts and Fiction, fa fluire i visitatori in un tour libero scoprendo la gamma degli argomenti di sensibilizzazione proposti dalla Fondazione Alberto II di Monaco e dall’Istituto Oceanografico. A fine 2015 la struttura sarà smantellata e inviata a un progetto di aiuto della Croce Rossa in Burkina Faso.

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