Recensioni: Acanto, il ristorante del Principe di Savoia

Acanto: il ristorante del Principe di Savoia

Ieri sera siamo stati invitati a cena al Principe di Savoia, al ristorante Acanto, aperto chiaramente non solo ai clienti dell'hotel. La nostra insipienza, messa dinanzi alla sagacia con cui guru enogastronomici si muovevano tra millesimati, gamberetti e filosofie di banqueting (sì, esiste anche questo) ci rende paradossalmente ancora più adatti a raccontarvi e spiegarvi cosa c'era, com'era, e che razza di posto è l'Acanto.

Il Principe di Savoia penso lo conoscerete più o meno tutti: si trova in piazza della Repubblica 17, è un cinque stelle storico, a Milano. Aperto dal 1927, ha visto passare per qualche notte più o meno qualunque celebrità del pianeta, per fare qualche nome

«E' una specie di circolo privato - scriveva negli anni ' 70 il magazine americano Town and Country - dove potete vedere Gianni Agnelli e sua moglie Marella prendere l' aperitivo insieme con Henry Ford e David Rockfeller. O incrociarsi Grace di Monaco e Rudolph Nureyev davanti allo stesso cocktail»

Ehi: e il quote qui sopra parla solo del bar dell'albergo, non dell'albergo...

Se non siete mai stati al Principe di Savoia - per me era la seconda volta, non è che sia un frequentatore abituale... - immaginatevi un lusso non sfrenato, non un lusso che intimorisce, un lusso "giusto". Nel senso: non ti senti a disagio se sei un pezzente (come nel mio caso) e non indossi l'equivalente del PIL della Namibia, hai un paio di scarpe in pelle di lemure albino, e degli occhiali con montature bizzarre e costose.

Ti senti tranquillo: o forse era il Prosecco dell'aperitivo che faceva effetto. Che importa? Ci si siede e arriva lo chef, Fabrizio Cadei - qui una sua intervista - che spiega il menu per luglio, nonché quello che transiterà dai nostri esofagi a breve. C'è da leccarsi i baffi sulla fiducia, ovviamente: e si parte. Si parte con il pezzo forte della serata, almeno per come la vedono le mie papille gustative.

L'antipasto è un carpaccio di fichi, mozzarella, crudité di gamberoni e pane carasau: lo vedete nelle foto, perdonate la qualità infima, ma sono state fatte con un cellulare. Antipasto eccezionale, ha convinto alla grande tutti i commensali.

Il primo mi ha convinto meno, mentre altri erano entusiasti: era comunque all'altezza della situazione, caserecci con frutti di mare e insalata di agrumi, accostamento a prima vista bizzarro, ma sensato. Diciamo che se l'antipasto era da 9/10, il primo era da 7/10. Lasciando la critica gastronomica a chi la sa fare e se ne intende, vi dico che era semplicemente ok. Forse un po' piccina come porzione, ma tutt'altro che da buttare via, in assoluto.

In attesa del secondo, mentre dallo spumante si è passati a un bianco ghiacciato, mi accorgo di non essere ubriaco e di vedere Mario Draghi al tavolo a fianco. Escludo di avere assunto allucinogeni, infatti guardo meglio ed è davvero lui: è lampante che in gazelle, jeans, e camicia a righine ho cazzato dress code alla grandissima per stare a fianco del Governatore della Banca d'Italia. Ma di nuovo: che importa? Arriva il secondo.

Col secondo si risale verso la vetta raggiunta dall'antipasto: scaloppa di orata con macedonia di pesche gialle marinate alla menta, mandorle tostate e spinaci novelli. Unico difetto: troppo poca! Voto 10/10, porzione piccina, ma tremendamente buona. Mentre si avvicina il dolce, si racconta dell'arrivo imminente di Mike Tyson.

La proverbiale riservatezza di un luogo del genere, viene "tradita" solo su richiesta del cliente: se il cliente ha bisogno di buona stampa, di far parlare di sé, la notizia esce e arriva a chi deve arrivare. Invece se come ci raccontava un amico al tavolo con noi, vai all'aperitivo e incontri Monica Bellucci con figlia e tata al seguito, forse lo sapeva solo Vincent Cassel che si trovava lì.

Oppure lo sapeva Madonna, seduta al tavolo a fianco. Ma sono dettagli: arriva il dolce, mentre osservo gli altri tavoli, ci sono famiglie arabe, donne velate "Sono qui per i saldi" mi spiegano. C'è una sottile, meravigliosa ironia nel prendere una stanza in un albergo a cinque stelle spendendoci migliaia di euro a notte, e poi andare a caccia di saldi.

Dicevamo, il dolce: vacherin con gelato al lampone e ratatouille di albicocche. Se come me, ignorate completamente cosa sia una - o un? - vacherin, niente paura. Immaginatevi una mezza meringa semisferica. Ottimo, manco a dirlo, anche il dolce. Poi caffé, dolcetti, e frutta.

Prezzo? Quello che vi abbiamo raccontato è un menu estivo per luglio e costa 80 euro, bevande escluse. Oltre a quello, c'è il classico menu à la carte. Ultima nota: andate in bagno, credo di non essere mai stato in un bagno tanto sfarzoso, oltre che più pulito di una sala operatoria nonchè vasto all'incirca tre, quattro volte casa mia.

Per prenotazioni: 02/62302026. Riassumendo...

Pregi:

- Classe, stile, eleganza

- Antipasto sublime

- Non hai i soldi per il conto? Chiedi un prestito direttamente a Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia, al tavolo a fianco!

Difetti

- Porzioni un po' piccine (e Pierre Bourdieu - qui un pdf dell'Unimib vi spiega tutto - ha maledettamente ragione: semplificando molto i ricchi mangiano poco, i poveri quando possono si ingozzano)

- Caruccio, ma le cose belle costano. Andateci se paga qualcun altro: o al limite, chiedete a Draghi di alzarvi 'stì cento euro...

Acanto: il ristorante del Principe di Savoia
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