No alle affissioni troppo provocanti: le femministe milanesi insorgono contro le donne oggetto

tim reclam

Mi ricordo di una vecchia indagine che stabilì che uno dei principali motivi di incidenti automobilistici è dovuto a distrazione. Rispondere ad un SMS per esempio. Ma spesso anche i cartelloni pubblicitari possono essere pericolosi. Mi riferisco in particolare alle pubblicità con testimonial discinte che abbondano per le strade.

Non escludo che le varie Belen e allegra compagnia siano state fatali per qualche automobilista che si è distratto troppo a scrutare "curve" pericolose. Rimane aperta una domanda: Ma perchè le compagnie telefoniche per vendere un telefonino devono per forza mostrare un bikini? Certo ma non è una questione di esclusiva sicurezza stradale.

Queste pubblicità sono "lesive della dignità della donna". Lo dicono le femministe milanesi che attaccano e chiedono al Comune una moratoria cittadina sui cartelloni pubblicitari ritenuti osé. "Non vogliamo una censura ma lo stop di quegli atteggiamenti femminili ritratti che danno il messaggio della donna-oggetto"


Questo denunciano le rappresentanti milanesi dell’Unione delle donne d’Italia e di Donne in quota, a Palazzo Marino, durante la commissione congiunta Arredo urbano e Pari Opportunità.

Funzionali in tal senso le nuove regole in tema affissioni che il Comune vuole adottare. Fra queste, l’ipotesi di una nuova commissione che previsioni i cartelloni e li selezioni sulla base di un codice etico. Vi giriamo la palla. C'è davvero bisogno di un codice etico e di una commissione per arginare la proliferazione dei cartelloni spinti?

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