CityLife: Generali rileverà le quote di Ligresti?

citylife generali perissinotto

Il progetto CityLife, ve lo ricordate? Se abitate in zona Fiera, dubito che possiate averlo dimenticato. Il progetto negli ultimi mesi ha avuto qualche problema. Lo si legge sul Corriere dello scorso 18 maggio, per esempio:

Erano state progettate per ospitare uffici e spazi destinati al terziario, ma la crisi economica sta riscrivendo la storia delle avveniristiche torri che dovrebbero prendere il posto della vecchia Fiera. Uno dei tre grattacieli, la contestatissima torre «gobba» di 35 piani e 170 metri d’altezza progettata da Daniel Libeskind, potrebbe essere destinato esclusivamente ad appartamenti e hotel. Lo ha annunciato in un incontro con la stampa a Milano l'amministratore delegato di CityLife, società di sviluppo immobiliare dell’area, Claudio Artusi

Problemi di soldi, in estrema sintesi. Se ne leggeva qualche tempo fa - il 10 giugno - anche sul blog del Fatto Quotidiano...

Di Salvatore Ligresti, deus ex machina dell'immobiliarismo milanese e non solo, abbiamo parlato tempo fa. Nel quote qui sotto Carla Lorenzini per il Fatto ci spiega assetti e giochi di potere dietro al progetto CityLife

(...) all’inizio del duemila Ligresti è quindi riuscito a tornare al mattone in grande stile ripartendo dalla riqualificazione del quartiere Fiera di Milano. E poi conquistando un ruolo da protagonista nell’ultima rivoluzione urbanistica della città con l’ingresso, da azionista, nel mega cantiere di Citylife. Una partita importantissima (...) Il cantiere nella zona Fiera, rimasto paralizzato dalla crisi del mercato immobiliare che ha stressato i conti di Toti e dello stesso impero Ligresti pressato dalle banche, va dunque chiuso con successo. Costi quel che costi. Non è un caso se il dossier è finito sulla scrivania dei vertici di Mediobanca e se Cesare Geronzi, da poco presidente delle Generali, ne sta seguendo l’evoluzione in prima persona. Perché Citylife non è soltanto il progetto simbolo della rivoluzione urbanistica di Milano ma anche il simbolo dell’eterno conflitto di interessi che anima il sistema finanziario italiano. Il nuovo polo urbanistico nasce con un peccato originale: l’acquisto delle aree viene fatto a un prezzo vantaggioso dalla Fiera spa che ai tempi era amministrata da Claudio Artusi. Oggi presidente di Citylife. La struttura societaria di Citylife si sviluppa inoltre su due piani: la holding partecipata da Ligresti, Allianz, Generali e Toti ha sotto di sé il general contractor (Tre Torri) incaricato di appaltare i lavori partecipato al 50% dagli stessi Toti (oggi in uscita) e Ligresti con Immobiliare Lombarda

come si lega tutto questo a oggi? Perché è di oggi l'annuncio dell'ad di Generali, Giovanni Perissinotto, di meditare un ingresso più "pesante" in CityLife. Vuoi vedere che i soldi saltano fuori?


"è il progetto più interessante e innovativo per la città e tra i più qualificati e rappresentativi a Milano degli ultimi decenni. Oggi e' prematuro parlarne ma nel caso fosse necessario siamo pronti a crescere ulteriormente per favorire la realizzazione di progetto". Il riferimento e' all'eventualità che la Fonsai dei Ligresti possa esercitare entro settembre 2011 l'opzione a vendere la propria quota in CityLife pari al 27%, concessa dalle Generali. Quest'ultima, dopo l'uscita di Lamaro, passerebbe cosi' al 70%. Ma non ci sarebbe ''nessun problema. Crediamo in questo progetto e preferisco avere una quota maggiore di una minore"

Per un riassunto della vicenda CityLife, c'è un sito di residenti in Fiera: non aggiornatissimo, ma con molto materiale in pdf da spulciare, più aggiornato ma con meno documentazione quartierefiera.org. Se conoscete altri blog o siti di associazioni di residenti, segnalateli nei commenti. Naturalmente esiste anche un sito dedicato a CityLife, volendo ci sono anche due webcam che seguono il cantiere, per gli appassionati di movimento terra.

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