Zanzare a Milano: cinque modi per difendersi e la mappa dei luoghi peggiori

zanzare a milano

Ieri un collega in ascensore mi illustrava una sua teoria sulle zanzare: a Milano quest'estate è un trionfo - almeno: io sono massacrato, non so voi, ma mi sembra che si sia messi peggio degli anni scorsi - ma lui ha una soluzione che mischia telepatia, karma, superstizione e genialità, perché come direbbe Battisti, quel mio amico, è un gran genio.

In sintesi: arriva l'estate, tu le zanzare te le sei dimenticate, perché l'inverno le stermina le maledette, e tornano solo con il termometro che sale. E allora lui mi spiega

"Le zanzare? Ho una mia teoria e un piano. Se tu, quando arriva l'estate uccidi la prima che cerca di pungerti, è fatta. Le altre si adeguano e ti lasciano stare"

Basito, volevo abbracciarlo. Magari fosse così semplice e le infami Culicidae capissero quando è il caso di non andare oltre...

Vediamo cinque modi per difendersi. Ma vediamo prima qualche informazione: il Comune mette online questo pdf in cui trovate ogni informazione utile.

In un'altra pagina, ci sono i consueti suggerimenti utili al cittadino che non vuole trovarsi coperto di ponfi e a grattarsi come un tossico in astinenza

    * Dall’inizio della primavera all’autunno non usare fiori freschi nei cimiteri; nel caso di utilizzo di fiori di plastica riempire il vaso con sabbia; i contenitori non utilizzati vanno capovolti;
    * Non svuotare i contenitori di acqua nei tombini , ma sul terreno;
    * Evitare l’eccessivo annaffiamento di fiori o piante e introdurre nei piccoli contenitori d’acqua che non possono essere rimossi (nei sottovasi, nei recipienti, nei serbatoi, nelle fioriere, etc.) pastiglie insetticide a base di Bacillus thuringiensis reperibile in farmacia;
    * Svuotare settimanalmente con un'azione semplice come lo sversamento a terra l'acqua di un sottovaso o di un bidone per l'orto: si uccidono contemporaneamente decine o centinaia di larve di zanzara prevenendo lo sviluppo delle femmine adulte che sono le responsabili delle punture;
    * Evitare sempre la formazione di raccolta d'acqua nei contenitori di uso comune:
    - eliminare l’acqua dagli evaporatori dei caloriferi ad impianto di riscaldamento spento;
    - svuotare le vaschette di condensa degli impianti di condizionamento o comunque provvedere al loro svuotamento periodico (3-4 giorni) e ad una accurata pulizia;
    * In giardini, cortili o balconi, evitare il ristagno d’acqua anche in modeste quantità e per pochi giorni, sul suolo o in ogni tipo di contenitore (es. cestini per i rifiuti);
    * Non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni ove possa raccogliersi l’acqua piovana, ivi compresi vecchi pneumatici, bottiglie, teli di plastica, sottovasi di piante e simili, anche collocati nei cortili, nei terrazzi ecc. (è anche un gesto di civiltà)

Passiamo alla nostra top 5.

- Straccio e/o maglietta vecchia. L'infame succhiasangue si posa su un muro, tu brami di ucciderla, ma! Ti viene un dubbio: spiaccicarla vuol dire insozzare di liquido ematico il muro che hai appena imbiancato facendoti un mazzo così. La soluzione è la "morte per soffocamento": avvicinati con movenze da ninja alla parete. Prima avrai preso con te uno straccio - pulito, non zozzo! - o una maglietta vecchia.

Leggero, quando sei a circa venti cm dalla maledetta e lei è ignara a pensare "Ahr ahr ahr, ora ho del sangue per covare le mie uova!" appoggia con ferma delicatezza lo straccio o la maglietta al muro. Premi dolcemente: lo schiacciamento e la pressione uccideranno o stordiranno (in quel caso, se cade a terra, sai cosa fare con quelle ciabatte) l'infame e la raccoglierai senza spargimenti di sangue sul tuo prezioso muro. Una tecnica da Kgb.

- Falle schifo! I repellenti chimici. Sì, i repellenti chimici funzionano bene: uniche note, è inutile che vi ci irroriate tutto il corpo, non fa differenza, ne basta una quantità giusta

non si devono mai usare in ambienti chiusi e soprattutto non bisogna esagerare ripetendo più applicazioni nella stessa serata: una sola applicazione vi protegge dalle zanzare per tre o quattro ore. Non devono essere usati su bambini con età inferiore ai tre anni

Spruzzare di più vi renderà solo profumati come una bottiglietta di disinfettante e non è quello che volete se state facendo quattro passi sui Navigli, in Colonne, in un locale.

- Facciamola semplice: le zanzariere. Semplice mica tanto, visto che applicare zanzariere a tutta la casa è una implicita resa al nemico oltre che un costo. Si traduce in "Sì, non so come sconfiggerti uno contro uno, allora metterò delle reti per non farti arrivare alla mia epidermide". Una soluzione da sconfitti o adatta a chi vive su una palafitta o nella foresta amazzonica.

In ogni caso, oltre a questo, su bricoliamo e su ecoblog qualche dritta. Di ecoblog vi consiglio di leggere gli interminabili commenti, c'è in pratica un intero trattato su come difendersi dalle zanzare.

- Uccidile a parole: gli elettroemanatori. Avete presente quei prodotti il cui suggerimento è sempre "areare il locale prima di soggiornarvi" pena, finire intossicati zampette all'aria come gli insetti che volevate giustamente uccidere? Bene, sembra che siano una delle poche cose che funzionano davvero.

Però che noia doversi ricordare di aprire le finestre... anche qui: implicita resa al nemico, è molto più divertente ucciderlo. Invece gli aggeggi a ultrasuoni che producono un fastidiosissimo "PIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII" esperienza personale, servono a poco, se non a togliervi il sonno o farvi litigare con la persona con cui dormite.

- Classico dei classici: lo zampirone. Puzza, fa sciattume, vi sembrerà che il vostro balcone o il vostro terrazzo siano un ristorante di bassa lega degli anni settanta oppure un ashram per freak fuori tempo massimo e nel secolo sbagliato, ma funziona. Quello che pochi sanno è che

Se ci vogliamo proteggere durante una cena in giardino o sul terrazzo l'unico modo efficace è il tradizionale zampirone. Uno zampirone copre generalmente un'area che va dai 2 ai 4 metri quadrati. Non deve mai essere utilizzato in luoghi chiusi perché il materiale inerte che brucia insieme all'insetticida sviluppa funi tossici per l'uomo. Non altrettanto efficaci, in esterno, sono le candele o i ceri alla citronella.

ed ecco arrivata anche la quinta soluzione.

Per una guida ai luoghi peggiori di Milano per le zanzare, c'è questo vecchio post del sempre ottimo Chikatetsu: letti i commenti, c'è qualche update da fare?

Update! Ecco altre soluzioni segnalate da voi lettori nei commenti:

- Stingxray suggerisce:

Io quest’anno ho messo delle reti (tipo zanzariera) sulla parte inferiore dei coperchi dei tombini che ho nel cortile di casa mia e devo dire che fino ad ora sembra che la cosa funzioni, ho pochissime zanzare in quanto le larve che nascono dalle uova che si schiudono all’interno dei tombini rimangono intrappolate dalle reti

- Mario Fontana propone la classica trappola-bottiglia da campeggio. In sintesi: tagliate a metà una bottiglia, infilate al contrario le due metà, cioè infilate il collo, dentro l'altra metà in modo che si formi una specie di imbuto e sul fondo versate un liquido zuccherino a vostra scelta. Con api e mosche funziona bene, funzionerà anche con le zanzare?

- Fratiel, sceglie l'opzione più ecologica finora. Un pipistrello: se avete un balcone, potreste metterci una bat-box per i simpatici chirotteri. Su ecoblog se n'è parlato in ogni maniera possibile delle bat-box, e vi spiegano anche come costruirne una.

- Insubria e altri amici su facebook suggeriscono la racchettina elettrificata. Brillante la spiegazione di uno storico amico di 02blog,

non hai citato l'invenzione fondamentale del ventunesimo secolo: la racchetta fulminazanzare del Dmail. Altro che straccio contro il muro. Da quando ho con me la racchetta, sono il Keyser Söze delle zanzare. Quelle grandi raccontano di me alle zanzarine

Foto | Flickr

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