Pedaggio sulle tangenziali milanesi per finanziare la costruzione di nuove stazioni della metro: siete favorevoli?



L'idea non è nuova. Già un anno fa Podestà lanciò la proposta di tassare di un centesimo al chilometro la rete di circa duecento chilometri da destinare al prolungamento all'esterno delle linee della metropolitana. Proposta rilanciata ieri dal presidente della Provincia a margine di un incontro su "Strade, incidenti, proposte": "Ogni giorno, 700-800 mila autoveicoli entrano in città percorrendo, in larga percentuale, le tangenziali. Dobbiamo intercettare il traffico spostando sempre più fuori città i punti di interscambio gomma-ferro".

A Roma il no al pedaggio sul Grande raccordo anulare ha unito Provincia e Comune, ma a Milano è diverso perché "le tangenziali sono arterie in concessione per le quali una direttiva europea prescrive l'introduzione del pedaggio". Il ragionamento è semplice: il pedaggio dovrebbe scongiurare il trasporto su macchina privilegiando il trasporto pubblico. E' indubbio che spesso la scelta è impari. Chi abita in provincia è spesso costretto ad usare la macchina data la carenza di valide alternative.

Podestà ha garantito che non ci saranno caselli né code grazie alla tecnologia tipo telepass. Inoltre ha precisato che la Tangenziale Est Esterna, i cui lavori sono appena partiti, viene realizzata in project-financing e "dovrà essere obbligatoriamente sottoposta a pedaggio". E se l'anello esistente non fosse a pagamento "il traffico continuerebbe a scaricarsi su Est, Ovest e Nord, aree già congestionate, incrementando l'inquinamento. Il dibattito è aperto. Voi che ne pensate?

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