02blog e la (piccola) traversata di Milano - quinta parte

02blog e la (piccola) traversata di Milano - quinta parte

Quinta puntata della piccola traversata di Milano di 02blog! Ormai siamo quasi in dirittura d'arrivo, il traguardo di San Donato si avvicina. E ci avviciniamo anche a zone sempre più periferiche, alle volte divenute leggendarie.

Come il piazzale che vedete nella foto qui sopra: Corvetto. In tanti considerano quel luogo un simbolo dell'orrore, del degrado, della periferia che non va e che andrebbe rasa al suolo. A me invece non dispiaceva, sembrava di non essere a Milano...

Ma prima di arrivarci c'era da fare tutto corso Lodi.

02blog e la (piccola) traversata di Milano - quinta parte
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In corso Lodi passo dal vialetto centrale, quello con la ciclabile. I milanesi che vedo sono tutti nuovi milanesi: sembra di stare in certe zone di Parigi, in qualche periferia di metropoli transalpina, o comunque non in Italia: il che è un bene.

E' un bene per me che mi immedesimo nel ruolo del flâneur, che mi sento tranquillo a camminarci in mezzo un pomeriggio: immagino che molti dei residenti la vedano diversamente. La zona di piazzale Corvetto infatti ultimamente è stata oggetto delle "ordinanze antidegrado", chiamate anche "ordinanze acchiappavoti" visto che le comunali 2011 sono vicine. Il 9 agosto scorso su Repubblica si leggeva che:

Le ordinanze antidegrado si estendono ancora. Durante un blitz a sorpresa in zona Corvetto, dove i nuovi regolamenti sono partiti lo scorso 23 luglio - con orari ancora più restrittivi rispetto alle altre zone - il sindaco Moratti ha deciso di allargare l'area sotto controllo anche al tratto di corso Lodi che va da Brenta a piazzale Lodi e alle vie laterali.

"L'integrazione all'ordinanza sarà sulla mia scrivania entro la fine della settimana" ha detto ieri Letizia Moratti. Entro fine mese, dunque, altri negozi dovranno rispettare il coprifuoco stabilito da Palazzo Marino, e altre strade verranno controllate dalle pattuglie dei vigili urbani, appartamenti compresi visto che la seconda ordinanza riguarda i controlli degli affitti in nero e degli stabili che non rispettano le norme di sicurezza.


Il Giornale

si dedica invece a una specie di body count:

Sono circa 400 le persone controllate nelle ultime settimane in zona Corvetto dalle forze dell’ordine. Nel corso dei controlli, 13 persone sono state arrestate, 11 egiziani, 1 cinese e 1 palestinese, perchè colpite da ordine di espulsione. Circa 150 i mezzi controllati e 3 le violazioni al codice della strade accertate. Una sanzione di 3mila euro è stata elevata per carenze igienico-sanitarie nella pizzeria «Denus’ in viale Martini. Per violazioni alla normativa sul lavoro è stato denunciato, invece, il titolare turco del Doner kebab Cuoco, in piazzale Cuoco

Ma nel dettaglio che cosa prevede questa ordinanza antidegrado?

Quanto alle limitazioni orarie per gli esercizi commerciali, "sono stati modificati gli orari di alcuni pubblici esercizi e categorie commerciali", ha spiegato De Corato. In particolare, per i centri massaggio, oggi liberi da vincoli orari, l'orario di apertura possibile è dalle 7 alle 20, per i phone center e internet point dalle 7 alle 22. Per le imprese artigiane di produzione alimentare con vendita diretta al pubblico (take-away pizzerie, kebab, ecc.) entra in vigore il divieto di vendita di bevande di asporto oltre le 20 se non in contenitori di carta o plastica, mentre è vietato del tutto il commercio in forma itinerante, sia per la vendita sia per la somministrazione. E' stata anticipata la chiusura alla mezzanotte per tutti i bar, anche per quelli che fanno attività di pubblico trattenimento (oggi con apertura ammessa fino alle 3) ed è stata anticipata di un'ora la chiusura per le imprese artigiane di produzione alimentare con vendita diretta al pubblico (take-away ecc.) ovvero alle 24 anziché all'1 (dunque 7-24). La sanzione per i trasgressori anche in questo caso è di 450 euro salvo misure diverse previste da altre normative

Un enorme mah: ma non bastava migliorare l'illuminazione della zona e fare girare qualche pattuglia in più? Personalmente, mi farebbe più paura passare di alle 3 di notte da una zona poco illuminata e con i negozi e i bar chiusi, che da una zona con qualche kebab e qualche baretto aperto, illuminata meglio e pattugliata da qualche auto della polizia locale in più.

02blog e la (piccola) traversata di Milano - quinta parte
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Superato piazzale Corvetto, si entra nella periferia veramente hardcore: posti che non conosco, non ci sono mai passato in vita mia se non in macchina per andare o tornare da Bologna. C'è davvero poco: il cavalcavia è chiuso per lavori, i negozi hanno tutti la serranda abbassata, anche se c'è qualche sorpresa.

02blog e la (piccola) traversata di Milano - quinta parte

Una sarta indiana che ha tenuto aperto, Achilli Motors e una vetrina di auto di lusso che mai avrei immaginato di vedere in quella zona, la palestra Tonic chiusa e blindata con lucchetti enormi. Qualche edificio dismesso, uno che sembra essere una ex concessionaria Saab, davanti c'è una Passat abbandonata.

Supero la fermata Porto di Mare della gialla, sulla quale leggo una interessante scheda sulla più celebre enciclopedia online. Non sapevo per esempio l'origine del nome: si chiama così perché sorta in prossimità di un mai realizzato porto fluviale. Fu inaugurata nel 1991

Porto di Mare è una stazione urbana della Metropolitana di Milano, appartenente alla Linea M3. La stazione è stata inaugurata il 12 maggio 1991, circa un anno dopo l'apertura della linea 3 che all'inizio limitava il tragitto a Centrale F.S.-Duomo e nel dicembre del 1990 aveva esteso il suo percorso da Duomo fino a Porta Romana

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Cammino ancora, passo sotto la stazione di Rogoredo, e sbuco ai confini a Milano Santa Giulia. C'è la sede di Sky, una cattedrale nel deserto: proseguo costeggiando i terreni sequestrati poche settimane fa, e arrivo in viale del Futurismo. Non c'è mezza anima viva in giro, solo qualcuno che esce da Sky e si avvia rapidamente verso la macchina per levarsi da questa Milano sud, che a quell'ora sa di deserto postatomico alla Mad Max.

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Prima che accenda il motore, gli chiedo se sa qualcosa dell'edificio circolare di mattoni rossi: non sa nulla, vuole solo andare a casa. Più avanti supero un anziano casolare abbandonato con un distributore di benzina ai bordi della strada - non ne erogherà una goccia da anni... - e rientro in via Rogoredo.

Verso l'ultima tappa: l'ormai sognata San Donato.

(5/6, segue)

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