02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte

02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte

Ultima puntata: qui vedete dall'alto la fermata di San Donato della MM3: mai avrei pensato di amare una stazione della gialla. Quando ci sono arrivato, intorno alle 17,45 e dopo 13 km e quattro ore e mezzo a piedi, volevo baciarne l'asfalto, abbracciare gli ambulanti, prostrarmi ai piedi degli autisti ATM.

Finisce qui la piccola traversata di Milano di 02blog: da un estremo all'altro della città in una giornata di metà agosto, cercando di raccontarvi qualche curiosità e scattando un po' di foto. Prima dell'epilogo però - ieri ci eravamo salutati dalle parti di Milano Santa Giulia - c'è ancora un po' di strada da percorrere.

Ancora pochi metri e c'è il traguardo...

02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte
02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte
02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte

Percorro via Rogoredo: periferia estrema, sì, ma che non è poi così male - se avete visto Caro Diario, avete presente quando Moretti arriva in Vespa a Spinaceto un quartiere di Roma che "si inserisce nei discorsi solo per parlarne male"? "Spinaceto? Pensavo peggio!" si gira e se ne va? Ecco, stessa cosa - in fondo a una vietta laterale vedo una chiesa.

Davanti alla chiesa c'è il muro di cinta di una villa: è tutto istoriato, quella è Casa Maggioni. A casa cerco un po', ma non trovo nulla su Pietro Maggioni, niente di niente di niente. Se ne sapete di più, sono sicuro che quel muro e quelle pareti dai colori psichedelici hanno una bella storia da raccontare: i commenti ci sono anche per questo.

Dall'altro lato invece, una citazione di Franco Fortini - poeta, saggista, un genio totale del secolo scorso, purtroppo abbastanza dimenticato - sul fascismo:

Il fascismo non è quella cosa buffonesca presentata spesso ai giovani, è il silenzio della società civile

ancora attualissimo.

02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte
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La città arriva ai suoi limiti estremi: la tangenziale costeggia un parco, con i residenti rimasti in città a svagare la prole. Giganteschi tralicci controluce, poche macchine, case apparentemente deserte, qualche officina chiusa, una Coop le cui uniche clienti della giornata forse sono state tre ragazze rom che bevono latte davanti al piccolo supermercato.

Non ho la minima idea di dove andare: proseguo sotto il ponte della tangenziale, siamo ufficialmente a San Donato. Ma la stazione? Non ho la minima idea di dove sia. Chiedo, e prendo una strada verdissima, quasi completamente vuota, chiaramente non ci ero mai passato in vita mia, è un po' come essere all'estero, o in un'altra città.

02blog e la (piccola) traversata di Milano - sesta parte

Resto a guardare ipnotizzato il cartello N.V.P.R., lo associo a una specie di S.P.Q.R. locale, a Milano sud, ovvio che non è così: mi illumina una volta a casa il forum di Milano Trasporti, significa semplicemente Nuova Via del Piano Regolatore.

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Chiedo conferme a un ragazzo egiziano: sì, San Donato è proprio lì. Salgo in cima al parcheggio, scatto qualche foto.

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Ridiscendo a piedi. In salita mi ero fatto sedurre dall'ascensore. Mi guardo attorno, bevo un litro d'acqua, scendo le scale e riprendo la gialla. Sono un po' sudato, emano un odore nauseante, mi fanno male i piedi. Torno in metro dalle mie parti.

(6/6, fine)

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