Immigrazione clandestina. Riccardo De Corato commenta al tg de la7 gli scontri del Cie di Milano

In seguito a quanto successo domenica notte al Cie di Milano, dove in seguito ad un tentativo di fuga di un gruppo di immigrati 6 poliziotti e altre 5 persone si sono ferite, il vicesindaco Riccardo De Corato attraverso il tg de la7 ha chiesto che le autorità provvedano a costruire un altro centro di permanenza temporanea con il quale gestire gli esuberi che con sempre più frequenza vengono registrati nella struttura di via Corelli.

Già prima dei recenti scontri l’esponente politico meneghino aveva chiesto l’intervento delle istituzioni contro l’immigrazione clandestina che a Milano è in aumento. Poche ore dopo le dichiarazioni del Ministro della Difesa Ignazio La Russa riguardanti un aumento di investimento per tutelare la sicurezza dei cittadini De Corato ha fatto sapere che per questo periodo estivo il comune avrebbe garantito alla città cento pattuglie.

Intervistato dal Giornale l’esponente politico ha precisato che per tutelare Milano dall’immigrazione clandestina le autorità della città si stanno ispirando a Nicolas Sarkozy il cui operato, come testimoniano i sondaggi, non è promosso neanche da due cittadini su cinque.

L’attenzione di Riccardo De Corato è, al momento, tutta per il Cie tanto che ad oggi non ha preferito menzionare nei propri discorsi pubblici sulla sicurezza quanto successo la scorsa settimana in Viale Abruzzi, dove una donna (filippina) è stata uccisa da un uomo (ungherese).

Il silenzio del vicesindaco è stato parzialmente colmato da Alessandro Morelli (assessore al Turismo Marketing e Identità del Comune di Milano) che attraverso il Giornale ha deciso di non cadere nei facili luoghi comuni.

“Questa vicenda - ha dichiarato l’esponente politico parlando della morte di Emlou Arvesu - dimostra che c'è un'immigrazione "buona" composta da persone che si vogliono integrare, che lavorano e che prendono Milano come "seconda casa" contribuendo al suo sviluppo e una cattiva che vede nella nostra città e nella nostra cultura solo una gallina dalle uova d'oro.

I primi sono vittime, esattamente come tutti i milanesi, dei secondi e nostro compito è sostenere chi rispetta le regole e si integra ed essere fermi con gli altri. Per chi sbaglia non si può continuare con la politica del buonismo e per questo è fondamentale l'introduzione del permesso di soggiorno a punti proposta in Parlamento”.

Gli immigrati buoni a cui si riferisce Alessandro Morelli, secondo la Camera di Commercio di Milano, nel 2008 avrebbero prodotto solo per Milano e provincia una ricchezza pari a 15 miliardi di euro. 862 milioni di questa somma non vengono spesi facendo crescere il fondo di risparmio dell’intero paese il cui 13,5% è prodotto dalla comunità straniera milanese.

“La ricchezza prodotta dalle comunita' straniere ospitate - spiega il presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli - rappresenta una risorsa per il territorio grazie a una partecipazione nell'economia nel quadro delle regole condivise”.

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina: