Reportage: Santa Giulia Rogoredo Montecity, lo stato dei lavori

Santa Giulia Rogoredo Montecity

Ci siamo occupati sovente dell'affaire Santa Giulia, la città nella città progettata da Norman Foster, concentrandoci sui vari scandali che hanno accompagnato e seguito l'edificazione degli enormi palazzoni di Rogoredo Montecity. Solo per citare i fatti più eclatanti: riciclaggio, frode, appropriazione indebita, arresti di imprenditori e bonificatori che non hanno fatto il loro lavoro. Infine l'onnipresente ombra delle tangenti. Hanno cominciato a circolare per Montecity già una ventina d'anni fa con la giunta di Paolo Pillitteri, leggete questo articolo scritto da Alessandro Sallusti su un Corriere del lontano 1992.

Poi scoppiò Tangentopoli. Albertini, a parte far sventrare Milano per costruire inutili parcheggi, puntò su altre zone, tipo la Bicocca-Pirelli. Ma ad un certo punto venne fuori, col carisma di un salvatore (Ligresti), l'immobiliarista cavaliere Luigi Zunino che inizierà i lavori e li farà male. Nel 2007 la crisi finanziaria si fa sentire sulla sua Risanamento Spa che sarebbe bellamente fallita se non ci avessero messo lo zampino le banche. L'edificazione viene affidata a delle cooperative e il progetto di Foster abbandonato. Ora l'obiettivo è salvare la faccia ed evitare che Santa Giulia diventi uno di quei quartieri fatti a metà.

Ma una domanda sorge spontanea: com'è Santa Giulia dal punto di vista di chi ci abita? Ci sono i servizi e le comodità di un comune quartiere o è ancora tutto imballato e transennato?

Santa Giulia Rogoredo Montecity

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Anche se non si vede, qualcuno ci abita. Alcuni residenti hanno pagato le case ad un prezzo convenzionato, grazie all'edilizia calmierata, mentre altri hanno pagato di più con l'edizlizia libera. Le prime sono state vendute alla velocità della luce. I residenti sono soprattutto giovani coppie o ragazzi per i quali i genitori hanno investito sul mattone.

Il punto di riferimento serale sembra essere un bar dall'arredamento minimal, il Carpe Diem, che dopo il tramonto è popolato soprattutto da chi fa tardi al lavoro nel centro di produzione Sky. E' all'inizio di quella che sarebbe dovuta essere la promenade commerciale di un quartiere deluxe. Ora al posto del boulevard che avrebbe dovuto far rodere d'invidia gli abitanti di Parigi c'è un acquitrino transennato dove fino quest'estate le zanzare facevano faville. Si trova qualche baretto, una farmacia, un parrucchiere e addirittura due gelaterie. Al momento non sembra stiano facendo grandi affari.

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In Santa Giulia sarebbe dovuto sorgere il nuovo centro congressi cittadino. Poi è saltato tutto, il centro congressi è slittato sull'area di Fiera Milano City che evidentemente è dotata di maggiori appoggi politici (e come zona è molto più appetibile).

Cattedrali nel deserto, ecco cosa sembra adesso Santa Giulia. Tutt'intorno invece della sabbia campi transennati; un'oasi di cemento in una selva di erbe spontanee. E strade desolate che segano questi campi improduttivi e delimitati, aree sotto sequestro. Come quella deserta che porta verso l'ignoto di Morsenchio. L'acqua è risultata avvelenata da sostanze nocive e da scorie di acciaierie sepolte come se niente fosse. Sopra avrebbero dovuto sorgere altri palazzi e l'asilo di cui si è tanto parlato. E' cronaca la Moratti che annuncia “Tranquilli, non c'è pericolo!”, eppure viene messo tutto sotto sequestro, in attesa di analisi più approfondite da parte dell'Arpa.

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Proseguo per via Pizzolpasso entrando in Rogoredo vecchia. Il clima cambia completamente, sembra di passare attraverso un confine invisibile, una linea di demarcazione tra due territori che non hanno nulla in comune. La strade sono popolate, c'è chiasso e vita: moltissimi immigrati e anziani, il parco giochi pullula di bambini, campetti da calcio e da tennis, negozi, la chiesa col suo oratorio.

Rogoredo è quasi un quartiere separato dal resto della città, “perimetrato” dalla ferrovia da una parte e strade ad alto percorrimento dagli altri lati. Uscirne è un'impresa e anche se sono in bicicletta devo utilizzare il sottopassaggio della metropolitana.

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