Milanostorie: storie di autisti e passeggeri nell'hinterland milanese (terza parte)

autobus, trasporti pubblici, hinterlandOggi concludiamo il nostro viaggio sui trasporti pubblici dell'hinterland. Se fosse il mercato a regolare la circolazione degli autobus ci sarebbero solo quelli degli studenti, tutto il resto verrebbe cancellato. Ci sono vettori, tipo la Sila (che ora è fallita), che spingevano l'autista a controllare il biglietto all'ingresso dell'autobus. Penso che sia il sistema migliore. Ti presenti col biglietto e l'autista te lo vidima, altrimenti non ti fa passare. Si potrebbe maggiorare il prezzo per chi lo compra in vettura. Ci sono quelli che giurano di non fare il biglietto perché non sanno dove comprarlo o che hanno un Urbano anche se vengono da Inzago e s'infiammano se si dice loro qualcosa. "In edicola avevano solo quello...".

Ci sono compagnie che approfittano degli spezzettamenti per far girare gli autisti a dare multe. Spesso si tratta di vere e proprie ronde per arrotondare lo stipendio. Le spedizioni punitive di solito si dirigono alla fermata più vicina alla scuola. Non farei mai il controllore in quella situazione! In meno di un'ora finiscono un blocchetto di multe, la penna dei controllori si scalda come una pistola che ha compiuto una carneficina.

Anche qua scene incredibili. Una su tutte: il controllore che va in presidenza con lo studente perché questo si rifiuta di favorire i suoi dati. Ma cosa succede se una multa non viene pagata? Alcuni vettori (non so se è una prassi comune) hanno esternalizzato il lavoro di riscossione. In questo caso, credetemi, vi conviene pagare senza tirare troppo per le lunghe.

Ora mettetevi dei panni dell'utente rispettoso delle regole, che già è alterato perché per lavorare si fa un'ora tra il traffico, sul bus che si muove praticamente a passo d'uomo, e in più assiste a scene di evasione selvaggia. Lui invece, “il fesso” spende almeno 50 euro al mese per un abbonamento e, “ancora più fesso”, si prodiga per non usare l'auto e produrre meno PM10.

Qua ci sono le radici del leghismo, qua vengono partoriti i figli di Borghezio; in questi momenti vissuti da chi tasta sulla propria pelle una visibile ingiustizia. Lui si lamenta con l'autista che a sua volta racconta dei problemi avuti negli ultimi tempi con gli stranieri.

Ho udito racconti agghiaccianti. Inutile dire che i rom sono i più temuti, i più odiati. Ho assistito ad autisti che si trasformavano in giustizieri che neanche Charles Bronson, per cacciare uno zingaro dall'autobus. Le tratte notturne sono le più rischiose. Un autista della linea Abbiategrasso – Romolo mi raccontava che aveva subito già tre aggressioni, tutte da parte di stranieri. La sera si dovrebbe mandare il De Niro di Taxi Driver.

Un balordo gli menò gratuitamente un pugno in faccia facendoli entrare la lente nell'occhio, dovette essere operato. Ancora oggi sul volto ha i segni di quel folle atto gratuito. Se De Corato gli desse la possibilità di tenere nella postazione di guida un corpo contundente sarebbe ben contento. Potete immaginarvi politicamente come sarà schierato quest'autista. E le persone che ascoltano queste storie sanguinolente che idee si faranno? Loro sono nel ring, nel campo di battaglia, gli altri, quelli che parlano di tolleranza non conoscono la legge della strada/ giungla che loro sono costretti a vivere giornalmente.

Le ingiustizie perpetrate ai danni degli stranieri (esistono anch'esse) passano in secondo piano, sono realtà lontane come la luna. È anche con queste conversazioni che il passeggero si costruisce un'idea del mondo che lo circonda, un'idea che viene poi alimentata dai servizi allarmisti dei telegiornali. Puoi anche intessere con loro i discorsi retorici della sinistra, ma che effetto possono avere? Con quali argomentazioni puoi contraddirli? La sinistra è un'eco lontana, parla un'alta lingua su queste questioni. La Lega invece ha sempre voce in capitolo, forte come un tuono. Esige il rispetto delle regole (almeno per gli stranieri), e chi non le rispetta calci nel...

I discorsi seriamente razzisti, che non voglio nemmeno ripetere, sono all'odg tra gli autisti e trovano regolarmente seguaci tra i passeggeri, che si alzano dalla seggiola infuocati, aizzati dai racconti splatter. In questi concitati discorsi anche gli stranieri, pochi, che viaggiano in regola, vengono gratuitamente tirati in mezzo. Si fa di tutta l'erba un fascio e loro sono le prime innocenti vittime.

L'autobus sfreccia, attraversa paesi, paesini, frazioni con una fermata soltanto, a ridosso della piazza. Terminata l'ora di punta al di fuori dalle tratte ad alta percorribilità non sale più nessuno. Capita di fare tratte con zero passeggeri, specialmente a Sud di Milano, attraversando strette strade tra campi di grano, orzo, riso, alle prime luci dell'alba o tra la nebbia che rende affascinante e misterioso il paesaggio agreste.

Passate le ore di punta diventa quasi bello sfrecciare su queste stradine sui cui sembra incredibile che l'autobus possa correre con tale velocità centrando la stretta striscia d'asfalto; fermarsi al bar al capolinea, prendere l'ennesimo caffè, fumare una sigaretta d'inverno avvolti dalla scighera. La metropoli sembra lontana, anche se si è a Poasco. In città non sanno nemmeno più cos'è la nebbia, ha fatto la stessa fine delle lucciole.

Molti autobus extraurbani hanno la radio. Solitamente è un fastidioso brusio di sottofondo intervallato da snervante pubblicità, ma mi sono capitate apprezzate eccezioni di autisti che come dj sceglievano e dosavano la musica. A seconda dei passeggeri e delle tratte portavano i cd o sceglievano le stazioni radiofoniche. Ricordo un ingresso a San Donato con Lucio Battisti ad un volume esorbitante, la gente cantava, c'era un clima d'allegria diffuso, nonostante si stesse andando a lavorare, non in gita scolastica. Basta poco per migliorare un triste viaggio.

Intanto si legge che i trasporti pubblici regionali sono al collasso, sembra che si salvino solo le linee urbane. I fondi regionali sono stati ridotti di 200 milioni di euro, dicono che saranno costretti ad aumentare i biglietti, non si parla di aumentare controlli. Posso immaginarmi l'epilogo di questa storia da hinterland: sempre più auto e morte del trasporto pubblico su gomma.

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