'Ndrangheta a Milano: ancora arresti

ndrangheta a milano arresti cosco valleIn passato abbiamo scritto della 'ndrangheta a Milano e delle sue ramificazioni: i tre arresti di oggi - nel pavese e nell'hinterland, a Binasco - permettono di tornare sull'argomento. L'operazione di stamane, della Dia di Milano, ha portato a tre fermi: per uno dei quali si può sprecare l'aggettivo "eccellente", visto che si tratta dell'ex sindaco di un comune del pavese, Giovanni Valdes, già primo cittadino di Borgarello - qui il suo sito elettorale, "Rialzati Borgarello!".

Non solo Valdes è finito in manette:

ordinanza di custodia cautelare in carcere anche a carico del vicedirettore generale del Credito Cooperativo di Binasco (Milano), il 46enne milanese Alfredo Introini, e dell'imprenditore immobiliare di origine pugliese Salvatore Paolillo di 55 anni. I provvedimenti, emessi dal Gip Andrea Ghinetti su richiesta dei magistrati della DDA di Milano Boccassini, Storari e Dolci, scaturiscono dalle ulteriori indagini seguite alla maxi operazione contro le cosche calabresi che il 13 luglio scorso aveva portato all'arresto di circa 150 persone in Lombardia

Al di là di questo, se vi è sfuggito, vi consiglio di rileggere questo pezzo uscito sul Corriere di ieri, firmato Gianni Santucci, in cui si traccia - alla luce dell'omicidio di Lea Garofalo - una piccola mappa degli interessi criminali a Milano.

C'è naturalmente il classico business delle cosche calabresi a Milano, quello del movimento terra, e anche molto altro


L'inchiesta ha infatti accertato che i «calabresi di corso Como»(così viene chiamato il gruppo Cosco nella malavita milanese) si erano infiltrati nel lavori per la costruzione della linea 5 del metrò. Un collaboratore ha dichiarato: «Sergio e Giuseppe Cosco organizzano anche il lavoro degli scavi della quinta linea della Metropolitana milanese tramite loro mezzi di movimentazione terra (ambito dell’edilizia privilegiato dalle cosche infiltrate, ndr) probabilmente in ambito di subappalto». Le intercettazioni hanno confermato: Vito Cosco, cognato di Lea Garofalo e oggi accusato del suo omicidio, tra fine 2009 e inizio 2010, lavorava infatti nel cantiere del metrò in viale Zara. (...) La gestione di case e magazzini occupati e la riscossione degli affitti «in nero» è un’altra, tipica attività dei clan criminali. E i Cosco, intorno a viale Montello, avevano una vasta disponibilità di locali occupati. Abusivi, e affittati illegalmente ai cinesi di via Paolo Sarpi

Se volete leggere di più sul tema, c'è Milano Mafia.

Foto | Flickr

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