Aumentano sigarette e fumatori: e a Milano come vanno le cose?

roye lee fumo milano

Se penso alle sigarette e a Milano, mi vengono in mente a inizio anni novanta le stecche di contrabbando vendute per strada, leggendarie le Camel esplosive - se ne parla nei commenti di questo post datato 2007 del buon Chikatetsu - o leggende come "oh, se raccogli cento etichette dei monopoli poi il tipo ti regala la stecca..." see, credici (o meglio: magari!).

Da fumatore mi viene in mente altro: ovvero gli aumenti degli ultimi quindici-vent'anni. Tornate all'epoca pre-euro, quando si viveva e si guadagnava in Lire: mi ricordo di pacchetti che costavano 3700 Lire - ho scritto alla Federazione Italiana Tabaccai per avere uno storico degli aumenti, vediamo se ci mandano dei dati a breve - oggi, siamo a 4,60 euro: 8906,84 mila lire.

Novemila lire! Ai tempi ci saremmo messi a ridere! Se ci avessero detto quanto sarebbe costato il nostro vizio per i prossimi decenni... Probabilmente ci saremmo messi a ridere anche se in un anno a caso, facciamo il 1995, ci avessero detto che un giorno nei locali sarebbe scattato il divieto di fumo. Quel giorno era il 10 gennaio 2005...

La legge antifumo nei locali milanesi è decisamente rispettata: e lo è stata fin dall'inizio. Quantomeno, nei locali che mi capita di frequentare non ho mai visto gente trasgredire - attenzione: parlo di locali pubblici, non di concerti in luoghi più ampi al chiuso: lì è abbastanza frequente - eppure, eppure...

Eppure sia gli aumenti delle "bionde", sia i divieti, dovrebbero disincentivare un comportamento dannoso per la salute: in teoria dovrebbero diminuire i fumatori. Invece no: i fumatori non solo non diminuiscono, ma aumentano - almeno a quanto leggo in questo pezzo di Repubblica di qualche tempo fa, e sempre sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari qualche giorno fa. Viene riportata una ricerca della LILT, in cui - in termini generali: si parla anche di fumo, non solo di fumo -

Nel 2010, in Italia si sono registrati 270mila nuovi casi di tumore, il 10% in più rispetto a dieci anni fa. Le cause non sono legate solo all'aumento dell'età media della popolazione; incidono anche la crescita dei fattori di rischio come fumo ed alimentazione poco sana e fenomeni come il cambiamento del ciclo riproduttivo per le donne. A delineare questo scenario, rispetto all'aumentata insorgenza dei tumori, è Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), in occasione della presentazione dei dati su una campagna di comunicazione realizzata dalla Lilt e finanziata dal ministero della Salute, condotta in 10 regioni per sollecitare l'adesione agli screening

Altri dati, che leggo invece sul Corrierone, raccontano della "incoscienza" delle donne fumatrici

Superficiali, incoscienti, sprezzanti del pericolo. Le donne italiane, solitamente attente e informate quando si parla di salute, abitualmente disponibili a sottoporsi agli screening per le principali forme di tumore, appaiono invece «impreparate» di fronte al cancro al polmone. Non a caso, forse, il numero di decessi femminili per questa patologia è in costante aumento negli ultimi anni, proporzionalmente all’aumento del numero di fumatrici. A scattare una fotografia sul livello di consapevolezza e prevenzione in fatto di carcinoma polmonare è una ricerca dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da, realizzata grazie al sostegno di AstraZeneca), presentata a Roma in occasione del mese di sensibilizzazione mondiale su questa patologia proclamato per novembre dalla Global Lung Cancer Coalition

Se fossi donna e fumatrice, dopo aver letto un attacco del genere in cui mi danno della superficiale, dell'incosciente, della sprezzante del pericolo, correrei a prendermi una scatola di cubani.

Oggi anche altri blog del network parlano del tema: si legge qualcosa dai cugini romani 06blog, per le ragazze su Pinkblog e per gli amanti dei gadget tecnologici su Gadgetblog.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
31 commenti Aggiorna
Ordina: