Scatto fisso a Milano: brevissima fenomenologia

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Fino a pochi anni fa solo gli appassionati di ciclismo su pista sapevano cos'era la bici a scatto fisso cioè quella con la ruota posteriore fissata ai pedali. Ora se ne vedono circolare a bizzeffe e non è raro trovarne legate fuori dai locali trendy della metropoli.

La bici fissa è da tempo uno dei nuovi status symbol. Se gli anni 80' e 90' hanno visto il boom della mountain bike, che a mio avviso rispecchiava bene il consumismo di quei decenni non solo ciclisticamente "rampanti", la bici a scatto fisso è pura ed essenziale ma nello stesso tempo sofisticata e rappresenta bene l'inizio del terzo millennio.

In un certo senso simboleggia la crisi (spesso queste bici sono autoprodotte a partire da pezzi vecchi) e il suo superamento creativo e chic. La ciclofficina milanese che dalla Stecca si trasferì al Bulk per poi ritornare in via De Castilia ha contribuito a forgiare gli smanettoni della bici che negli ultimi anni si sono convertiti allo scatto fisso.

Esteticamente splendide, leggere ed essenziali, queste biciclette sono l'antitesi alla cultura del SUV, affermava un articolo del Sole 24 ore. "Punk" scriveva il sito di Repubblica. Saranno punk le locandine che promuovono le corse clandestine per la città (alleycat)?

I fixed sono una specie di club privé di hipster-ciclisti che si trovano, parlano di quanto sia meraviglioso pedalare su questi gioiellini senza freni (ma c'è anche la possibilità di piazzarne uno sulla ruota anteriore), fanno gare nel traffico della metropoli o partite bike polo in piazza San Fedele e gravitano attorno a diversi siti.

Il più gettonato è il ben noto milanofixed.com. Queste biciclette sono il Mac – inteso come status symbol - dei pedalatori meneghini. Devo dire che è facile essere attratti da un così bell'oggetto, frutto di ricerca estetica e psicomotoria; è facile diventare biker smanettoni e tentare di convertirne una tradizionale in fixed per puro sfizio.

Ho visto gente dai 18 ai 40 anni cadere fra le braccia di questa moda e abbandonare la bici tradizionale. D'altronde, una volta abituati al sistema del fisso si pedala meravigliosamente: e sul piano, per tratti brevi, si hanno prestazioni simili a quelle di una bici da corsa; ci si infila tra le automobili con una precisione notevole e si riparte come lippe. D'altro canto fa un po' ridere il “vedo solo fixed”, di gente che si avventura itinerari cicloturistici con queste bici affrontando salite e discese.

Il codice della strada, articolo 68 comma 1, è ben chiaro nel vietare questo tipo di bici in quanto tutti i velocipedi dovrebbero essere dotati per la frenatura

di un dispositivo indipendente che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote

Ma... anche le bici senza campanello e senza luci sarebbero fuorilegge per il codice della strada. Ciò non toglie che il freno anteriore sia una forma di sicurezza che tutto sommato non deturpa il mezzo. E' da ciclisti integralisti credere il contrario?

Foto | Flickr

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