Un pomeriggio al Milano Whisky Festival 2010

Un pomeriggio al Milano Whisky Festival 2010

Sono di sicuro moltissimi quelli che, al solo parlare di Festival del Whisky, penserebbero subito ad un ritrovo di ubriaconi o qualcosa di simile ad una seduta di alcolisti anonimi. E' evidente, però, che questa ipotetica moltitudine non sa proprio nulla del mondo del Whisky, dei suoi ritmi, dei suoi riti, come è evidente che, entrando nella luccicante sala Le Baron del Marriott Hotel di via Washington 66 durante la tre giorni ormai classica – arrivata al quinto anno – del Milano Whisky Festival, resterebbero senz'altro disorientati.

Sì, perché in realtà il popolo del Whisky, radunato per l'occasione intorno alle mille varietà presentate di quello che Shaw definiva come "la versione liquida della luce del sole", non solo è formato, per la maggior parte, da bevitori eleganti e ineccepibili, ma è anche caratterizzato da un'enorme varietà.

Dal vecchio collezionista in cerca della bottiglia che completi la sua immensa e costosissima collezione (per la cronaca ci sono bottiglie che arrivano a sfiorare comodamente i mille euro), passando per la famigliola borghese in gita (con tanto di passeggini) o per il semplice curioso, fino ad un imperdibile - ed unico al mondo - esemplare di turista whiskey-addicted...




...un tedesco sulla trentina che, dopo aver cambiato un centinaio di euro in gettoni (necessari per le degustazioni) ha provato ogni variante di ogni etichetta disponibile.

E come dargli torto in fondo? In effetti tra Talisker, Caol Ila, Macallan, Oban, Dalmore, Laphroaig, Glenlivet, Glenmorangie, Highland Park, Lagavulin, Oban - per limitarmi soltanto alle etichette di mia conoscenza - scegliere è veramente imbarazzante, e l'imbarazzo aumenta ancora di più se si hanno in tasca appena dieci euro e se non si è profondi conoscitori dell'universo whisky. Ma quando, per caso, su suggerimento di un anonimo avventore traballante, si assaggia godendo un bicchierino di The Glenrothes del 1985, non si può non sospettare che dietro l'anonimo inventore di questa incredibile bevanda si nasconda in realtà il divino...

Insomma, il Milano Whisky Festival è proprio un luogo interessante in cui capitare durante una triste domenica pomeriggio piovosa. In che altro punto del mondo ci si potrebbe ritrovare a discutere per mezz'ora con un espositore scozzese dall'alito torbato e dalla pronuncia incomprensibile di quanto sia decisivo per la maturazione del whisky il legno della botte – ovviamente senza sapere nulla di botti né di maturazione di whisky?

Su deluxeblog trovate qualche altro spunto sul MWF: una bottiglia datata 1890, stappata per l'occasione, e un'intervista ad Arthur Winning, imbottigliatore indipendente di Mac Arthur.








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