Milano anni '80: reportage del convegno organizzato dalla Fondazione Craxi

convegno Fondazione Craxi

Ero in metropolitana e qualcosa mi svolazzava con insistenza sulla testa: era il volantino di un incontro organizzato dalla Fondazione Craxi dal titolo “La modernizzazione del capoluogo lombardo negli anni 80'”. Ospiti personaggi di primo piano come gli ex sindaci socialisti Pillitteri e Tognoli, Roberto Formigoni, Iva Zanicchi, Sergio Romano, l'economista Roberto Mazzotta e tanti altri illustrissimi nomi.

Inutile dire che non potevo assolutamente mancare, nonostante l'orario piuttosto infido: lunedì 8 novembre, 9.30 al teatro Elfo. Si stanno per compiere 10 anni dalla morte di Craxi e si sta discutendo con imbarazzo intorno alla possibilità di titolargli una via (qualcuno ironicamente suggeriva una tangenziale). Ipotesi che tempo fa è stata animatamente dibattuta anche dai lettori di 02blog.

La Moratti, a tal proposito, non ha voluto sbilanciarsi particolarmente e ha dichiarato: “Ho sempre detto che serviva un percorso per arrivare alla intitolazione di una strada”. La Russa, con un capolavoro di diplomazia, ha affermato: “Ho sempre sostenuto che Craxi statista merita questo ed altro”.

convegno Fondazione Craxi
convegno Fondazione Craxi
convegno Fondazione Craxi

Come dire che - certo - Craxi ha compiuto le sue malefatte ed è stato condannato (oltre 5 anni per corruzione, oltre 4 anni per finanziamento illecito e molti altri processi si sono estinti solo grazie alla sua morte), ma noi qui lo stiamo giudicando solo come statista ed è solo a Craxi statista che dedicheremmo una via. Il revisionismo parte proprio dal linguaggio!

A portare avanti la memoria del socialista che per fuggire all'arresto scappò ad Hammamet dove sarà dichiarato latitante, ci pensa soprattutto Stefania, la figlia, che spesso e volentieri ha scritto articoli a sostegno del padre per Il Giornale, articoli che spesso vengono visti con occhio critico anche dai lettori dal quotidiano della famiglia Berlusconi.

La giornata sulla modernizzazione del capoluogo lombardo si svolge al teatro Elfo Puccini. Purtroppo non ci sono i fasti e i lussi di craxiana memoria, le sontuose scenografie, la ricchezza e le belle donne, i soldi, lo champagne, le cene al Savini con mance generose. Nulla di tutto questo viene trasposto al teatro. C'è solo un benessere sobrio. Il pubblico, come noterà anche Confalonieri, è costituito soprattutto da attempati.

Dopo un interessante ma parziale docu-film sulla Milano anni 80', ad aprire il seminario è proprio Stefania Craxi che usa parole pesanti contro quelli che vogliono infangare la memoria del padre. Si tratta di “intellettuali, comunisti, disfattisti, diffamatori che hanno creato falsi miti”.

Non esistono bustarelle e tangenti, quelle storiche con cui beccarono Bettino Craxi nei suoi uffici in piazza Duomo, si tratta di fango gettato dai comunisti, un vero e proprio complotto. Eppure lo scandalo tangentopoli che ha portato ad un ricambio pressoché totale della classe politica si è formato negli anni 80', quelli della metropolitana 3 costata cifre inverosimili, quelli del Ligresti (poi arrestato) che aveva le mani su ogni palazzo che veniva eretto, quelli descritti splendidamente dal documentario "Mariuoli a Milano".

Gli anni 80' sono stati gli anni della grande trasformazione, del passaggio dalle Br alle Pr (di cui parla con gioia Lina Sotis nel documentario), dalle ciminiere alle banche, della televisione commerciale che ostentava una ricchezza che in fondo era nell'aria, nella voglia di distendersi (appunto la Milano da bere dello slogan di un noto amaro), nel desiderio di chiudere con le ideologie... ma ora – dico io - non si può mitizzarli a tal punto da cancellare dalla memoria l'altra faccia di quegli anni. Tutta la corruzione che c'è stata allora si è pagata poi, anche se lì non se ne era consapevoli, anche se in quegli anni non si pensava certo al domani.

Gli interventi sono complessi e interessanti: Confalonieri, Tognoli, Chiarini, De Rita, Mazzotta. Ognuno affronta un aspetto di quegli anni rampanti, spesso e volentieri si dice che c'è qualcosa di allora che farebbe comodo anche oggi, che allora c'era una borghesia illuminata, realmente innamorata di Milano. Ora l'élite non vede l'ora di andarsene e il venerdì pomeriggio, appena ha finito di lavorare, scappa.

Me ne vado mentre la Zanicchi racconta del suo impatto con Milano. Nel pomeriggio ci sono ancora illustrissimi ospiti, ma ho altro da fare.

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