Piccola traversata dell'hinterland: dalle cave-discarica di Bollate al museo storico dell'Alfa di Arese (seconda parte)

Valera, frazione di Arese

Prosegue la nostra piccola deriva psico-geografica da QT8 ad Arese. In questa seconda puntata del viaggio ci troviamo ancora a Bollate, paese che inizialmente, nella battaglia della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, nel 1161, si schierò dalla parte di quest'ultimo.

Volendo fare “turismo dell'orrore” a Bollate si può andare in via San Bernardo, alla villa di Mandalari, capo della cupola locale, ora latitante. Quest'uomo sulla carta era un incensurato imprenditore che si occupava di scavi, fognature, rifacimento delle strade.

Nell'acme del suo tentativo di scalata politica voleva piazzare un suo uomo nel consiglio comunale locale, e poi, grazie a questo, ottenere autorizzazioni e vincere appalti. Si può anche andare nella “cava degli orrori” a Cascina del Sole (frazione di Bollate), in viale Friuli.

Nella (ex) cava Bossi sono stati scaricati materiali senza la documentazione necessaria. Negli ultimi giorni ci sono stati sequestri di beni di titolari di un’azienda (la SDS s.r.l) che opera nel campo del movimento terra (un'attività a cui il mondo dell'illecito si è sempre rivolta).

Per chi volesse approfondire l'argomento, bisogna dare atto al “Fatto Quotidiano” di avere effettuato, in collaborazione con i tipi dell'Associazione SOS Racket e Usura, ottime inchieste, anche video. Pure il gruppo Qui Bollate Libera si sta dando da fare per diffondere la conoscenza di questo fenomeno malavitoso.

In un video che vi abbiamo proposto qualche giorno fa (Milano Calibro n'drangheta), a cui hanno collaborato questi gruppi, ci sono delle dichiarazioni agghiaccianti di un imprenditore che parla di questo “triangolo delle Bermude” della malavita i cui vertici sono Quarto Oggiaro, Bollate, Rho. L'imprenditore spiega anche il sistema con cui le imprese mafiose, non potendo partecipare direttamente alle gare d'appalto per l'Expo, si rivolgono ad imprenditori incensurati e, grazie agli agganci con la politica, li fanno lavorare e infine si prendono una buona percentuale di profitti.

Sono presenti anche altri contributi video tra cui uno riferito alla discarica di cui sopra che ci illustra quanto fosse facile scaricare materiali tossici grazie all'addetto compiacente. Sempre sul sito SOS Racket e Usura si scrive:

Nella cava-discarica di Bollate abbiamo visto frantoi e numerosi escavatori, che risultano essere di propietà di tale Nicola Grillo, grande amico di Vincenzo Mandalari e proprietario dell'impresa SDS Srl che lavora per Mandalari.
Nicola Grillo e suo fratello Stefano vengono chiamati vent'anni fa da un paesino della provincia di Catanzaro, Davoli, proprio da Vincenzo Mandalari che gli dice "venite su che qui di lavoro al nord ce nè tanto".
Stefano e Nicola Grillo sono amici di altri boss, i fratelli Pietro e Santo Maviglia di Nova Milanese che, guarda caso. hanno un magazzino di fronte ad un'altra cava, sempre a Nova in via delle cave.
I proprietari della cava di Bollate tentano alcuni mesi fa anche di costruire decine di palazzi sull'area della cava stessa, offrendo in cambio alla passata Giunta guidata dal sindaco Stelluti la donazione di metà area, ma il progetto non passa. Nell' ufficio di Vincenzo Mandalari ci sono decine di targhe che la passata giunta bollatese si è premurata di consegnare, per riconoscenza dei lavori eseguiti dall'imprenditore Mandalari. Da Rho, Pero, Cesate, Garbagnate Milanese, Novate, Senago, Cesano Maderno, Bresso, Cormano, ed altre decine di comuni dell'hinterland, è cosa nota che chiunque voglia scaricare rifiuti di ogni tipo, tossici o "sporchi", può andare alla cava dei veleni di Bollate.
Tutti gli imprenditori edili, piccoli o grandi, scaricano veleni in quella cava; la cosa è nota a tutti, e noi quel giorno abbiamo visto decine di camion che scaricavano ogni cosa.

Talvolta, sopra questi luoghi, “può capitare” che vengano costruiti o siano progettati quartieri residenziali, una realtà che non si allontana molto da quella di Bisceglie o Santa Giulia. Progetti simili, infatti, circolavano anche per queste aree. C'è del marcio a Bollate, anche se spesso si nasconde ai nostri occhi di cittadini.

Baranzate dal 2004 è completamente indipendente da Bollate grazie ad una richiesta d'indipendenza ottenuta anni prima con un referendum in cui circa il 70% dei baranzatesi si espresse favorevolmente alla scissione. Non c'è molto da vedere qua, a parte la bizzarra e razionalista Chiesa Mater Misericordiae, progettata nel 1957, in vetro e cemento armato.

Per il resto uno sviluppo edilizio veloce e incontrollato causato dall'improvviso bisogno di manodopera per le fabbriche quindi di abitazioni per i lavoratori delle stesse, soprattutto negli anni del boom. A rendere esteticamente più brutto il territorio circostante gli enormi centri di distribuzione (Decathlon, Leroy Merlin, Esselunga) che ospitano immensi parcheggi ed il traffico perenne della Varesina.

A concludere la tripletta di questi paesi senza inizio e senza fine, senza nessun visibile confine geografico e che potrebbero essere quartieri della stessa megalopoli, si attraversa Ospiate, per il quale non vale certo la pena scendere dall'autobus.

Terminato Ospiate il bus devia dalla Varesina ed entra nel territorio di Arese. Qua inizierà a girare a destra e a sinistra in un percorso intricatissimo. Man mano che ci si allontana da Milano il luogo sembra più vivibile ed il paesaggio migliora. I palazzi lasciano spazio alle villette, c'è più pace, più spazio, meno automobili. Non lo si direbbe ma Arese è un cittadina piena di verde. Attraversando l'area residenziale si notano villette con il giardino. Sembra quasi l'immaginaria “Cortesforza” descritta da Giorgio Falco ne “L'ubicazione del bene”:


un comune che negli ultimi due decenni ha avuto uno sviluppo residenziale costante ma coerente e contenuto, grazie al quale ha mantenuto la sua principale peculiarità: un centro a misura d'uomo

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