Franco Morganti su Arcipelago Milano: con Albertini per vincere?

pdmilano lavori in corso

Ieri vi ho scritto del convegno del 27 al Teatro Parenti, dove in vista delle elezioni comunali 2011 Gabriele Albertini potrebbe sciogliere la riserva sulla sua candidatura a sindaco per Futuro e Libertà (o in una lista civica?). Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma non sono certamente indiscrezioni infondate.

Oggi leggo un pezzo di Franco Morganti su Arcipelago Milano che spiega con rara chiarezza come stiano le cose. A occhio l'articolo risale a qualche giorno fa, ma è decisamente attuale:

Nessun candidato dei quattro proposti, tutti con adeguata targa di sinistra, ha la possibilità di battere la Moratti al ballottaggio (...) Può farcela invece un candidato di centro o di destra che, con una lista civica, entri in competizione con la Moratti e il PdL e prenda un voto più del PD andando così in ballottaggio: prenderebbe i voti del cosiddetto terzo polo, più gli scontenti della Moratti, più gli scontenti del PD.

Ecco, dopo il salto continuiamo, ma il punto chiave sono solo quelli: i voti.

Quanti potrebbero essere gli scontenti della gestione Moratti? E quanti quelli del terzo polo, cioè UDC, API, FLI? Quanti sarebbero gli elettori del PD disposti neanche turarsi il naso, ma a indossare una maschera antigas e votare - pur di vincere le elezioni - un candidato che di centro sinistra non ha nulla?

Verrebbe da rispondere chiedendo quanti sarebbero gli elettori del PD a Milano che offesi da una strategia simile si rivolgerebbero altrove, o al disimpegno o a una formazione davvero di sinistra - di cui Giuliano Pisapia è l'espressione "timbrata" dalle primarie. Credo sarebbero più questi, ma è solo una mia impressione.

Prosegue Morganti su Arcipelago Milano

Se questo candidato fosse un Croci o un Carrubba, tanto meglio, ma si può ripiegare su un Tabacci o un Albertini, che prenderebbero più voti. Albertini era accusato di essere un amministratore di condominio. Ben venga, almeno sbloccherà i tombini. Diffido invece di quei candidati che pensano che Milano debba essere la città della moda, o del design, o della ricerca, o della finanza. Sono i milanesi che decidono cosa fare del loro destino

Foto | Flickr

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