Museo del Novecento: domenica e lunedì la grande inaugurazione del nuovo Arengario

Il sindaco ne fa motivo di orgoglio e vanto. Non potrebbe essere altrimenti perché l’apertura del nuovo Museo del Novecento è senza dubbio un grande evento culturale, sul quale hanno pesato 20 milioni di euro per la ristrutturazione dell'Arengario "rivoltato come un calzino" per fare spazio al più grande museo della città. Domenica e lunedì saranno giorni di festa che accenderanno le luci sulla nuova struttura: una non stop, tra spettacoli, concerti e ospiti.

Intanto domenica all'imbrunire si accenderà il grande parallelepipedo di vetro incastonato nei colonnati e il gigantesco neon progettato nel ’51 dall'artista Lucio Fontana per lo scalone della Triennale, situato all'ultimo piano (che resterà acceso giorno e notte). Già dal pomeriggio ci saranno interventi di artisti, scrittori e musicisti (ma non c'è ancora un elenco) invitati dall'Assessore Flory.

Lunedì 6 sarà il giorno ufficiale dell’inaugurazione, fino all'una di notte tra sinfonie di Stravinskij, musiche futuriste, colonne sonore di Nino Rota, canzoni di Gaber e della Vanoni. L’ingresso sarà gratuito per i tre mesi successivi. Da domenica si potrà visitare il museo con le opere che illustrano l'arte italiana dall'inizio del secolo scorso agli anni Ottanta, oltre 3000.

Al primo piano, nella Sala delle Colonne, la collezione Jucker, con pezzi scelti del ’900 internazionale (Picasso, Morandi, Modigliani) e i futuristi. Al secondo, i classicisti, gli antinovecentisti, gli astrattisti anni Trenta. Al terzo, l' arte degli anni 50 e 60, tra informale (Burri) e concettuale (Kounellis). Fino all'Arte Povera che chiuderà il percorso al secondo piano di palazzo Reale, collegato all'Arengario attraverso una passerella. Infine la rampa elicoidale salirà dal mezzanino del metrò all'ingresso del Museo: il percorso di visita sarà aperto da due sculture di De Chirico e dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.

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