Milano - Piacenza: secondo l'Altroconsumo è la tratta peggiore per i pendolari

treni pendolari

La settimana scorsa mi sono trovato a percorrere quella che, secondo il numero di dicembre de L'Altroconsumo, è la tratta in assoluto più depauperante per i pendolari italici, la Piacenza-Milano. Devo dire che è stata un'esperienza da incubo, resa sostenibile, per quanto mi riguarda, dal pensiero che avrei partecipato a questo ammasso di carne umana per una settimana soltanto. Venerdì avevano soppresso alcuni treni in direzione Piacenza, così la gente ha iniziato ad affollare quelli disponibili e si è creata una calca di lavoratori infervorati potenzialmente infiammabile. In molti hanno dovuto prendere i treni successivi. La loro ira si poteva tagliare con l'accetta.

Dire che ci si trovava su un carro bestiame è altamente riduttivo. Parlando con qualche condannato a scontare questa crudele pena dantesca ho scoperto che la situazione è sempre drammatica, tranne il venerdì che è... ancora peggio.

Schiacciati su questi vecchi treni, a Rogoredo, mentre la gente era disposta a fare mosse contorsionistiche pur di guadagnare qualche centimetro vitale, guardavamo il Freccia Rossa: comodo, arioso, accogliente e aerodinamico; con la gente allegramente intenta a pigiare i tasti del portatile o comprare azioni/immobili al cellulare (io almeno mi immaginavo questo). Mi è venuto in mente allora quello che raccontavano i piani alti di Trenitalia per giustificare i disagi ed i costi dell'Alta Velocità cioè che a lavoro concluso anche i pendolari ci avrebbero guadagnato. Diciamo che non è andata esattamente così...

La ricerca dell'Altroconsumo è particolarmente interessante. I treni ad alta densità ma bassa velocità sono stati ribattezzati “Frecciarotta”. Su questi treni chiamati altresì "ad alta vetustà" viaggiano giornalmente due milioni e mezzo di passeggeri. Le due tratte per pendolari considerate le più inefficienti sono la Piacenza – Milano, indiscussa vincitrice in fatto di disagi, e la Bergamo – Milano via Carnate.

Gli indicatori per la valutazione di questi percorsi da parte della rivista che cerca di tutelare i consumatori sono stati: pulizia e igiene, affollamento, climatizzazione, informazioni a bordo in caso di disservizio, puntualità, cortesia del personale e sicurezza. Nel caso della Piacenza - Milano tutto è risultato gravemente insufficiente; nella Bergamo – Milano si è salvata solo la cortesia del personale.

Alle conclusioni ci si arriva facilmente. Il business e i soldi si fanno con la Tav - i treni dell'Alta Velocità sono molto frequentati - mentre i treni locali vengono lasciati allo sbaraglio. Eppure Trenitalia riceve finanziamenti dallo Stato per quanto riguarda il trasporto regionale. Anzi, la beffa è che – segnala l'Altroconsumo – con l'Alta Velocità è diminuita del 30% l'offerta dei treni regionali.

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